Il Pincio: la canzone del cielo

pi2-pincio-la-terrazzaSabato 4 marzo un esperto del Dipartimento Tutele dell’Ambiente del Comune di Roma ci porterà in una Passeggiata storico-botanica al Pincio.
Una tranquilla e rilassante passeggiata su questo altipiano romano in cui sorge il giardini del Pincio, il primo parco pubblico romano, nato grazie all’occupazione napoleonica. Un parco famoso per il panorama su Roma, pieno di fontane e busti di illustri italiani ma anche di piante, nostrane ed esotiche degne di essere conosciute.
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La prima tappa sarà la Pubblica Passeggiata del Pincio, realizzata sul colle pinciano nel rione Campo Marzio nel 1813/1814 dall’amministrazione francese che allora governava Roma e che la battezzò Giardino del Grande Cesare.

L’architetto Valadier, che conclude i lavori, crea un giardino che fonde tra loro gli elementi del giardino all’italiana (logge, esedre, terrazze, radure), quelli del giardino inglese (boschetti, vegetazioni esotiche, sentieri irregolari) e gli elementi di nuovo giardino pubblico alla francese, con grandi spazi per lo svago della popolazione, aiuole di disegno geometrico, belvedere d’ampio respiro con larghi viali simmetrici alberati convergenti a raggiera in slarghi rotondi.
PI2 Villa Borghese. Incisione-lago-propilei-di-canina

Usciremo dal Pincio sul ponte, costruito nel 1908 che supera la via Muro Torto e ci porta a un grande viale di Magnolia grandiflora. A sinistra scenderemo nella Valle della Fontana Rotonda acquistata dalla famiglia Borghese nel 1820 insieme alla parte dell’attuale villa che da qui arriva a piazzale Flaminio. La sistemazione a verde dell’area incontra molte difficoltà. Appena all’interno dei Propilei è realizzato un laghetto poi prosciugato nel 1850. I lavori continuano negli anni con i grandi movimenti di terra dovuti alla realizzazione del viale delle Magnolie e la valle diventa un anfiteatro con al centro di una grande vasca ovale costruita nel nel 1910. Per la sistemazione a verde dell’area i progettisti elaborano uno schema misto tra il giardino paesaggio di tradizione inglese e il rigido schema geometrico dello stile italiano con viali di lecci, piantate regolari di pini e boschetti misti di lauro e piante spoglianti.

Dall’altra parte del viale delle magnolie c’è l’area oggi denominata il Galoppatoio, acquistata dalla famiglia Borghese nel 1832. La zona, libera da piantagioni, veniva usata per far trottare i cavalli. Dopo anni di degrado il comune la risistema nel 1933. La costruzione del sottostante parcheggio di Villa Borghese nell’anno 1966/72 obbliga l’amministrazione comunale a risistemare tutta l’area a verde con alberi, arbusti e siepi per mascherare le rampe di accesso e i servizi dello stesso.

Il percorso è tutto in pianura, è lungo meno di un chilometro.

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