Il diavolo nel quartiere Africano?

Un’enigmatica piazza si nasconde tra i palazzi del quartiere Africano. Da qualche anno ha preso il nome di piazza Elio Callistio. Ma, nonostante le targhe stradali cambiate, per molti romani è rimasta piazza della Sedia del Diavolo.

Il nome poco rassicurante deriva dal rudere che svetta nel bel mezzo della piazza, ormai circondato e oppresso da palazzoni di nove piani.

È il sepolcro di Elio Callistio, un mausoleo romano risalente al II secolo a.C. che, dopo il crollo del soffitto e di una parete, ha assunto la forma di un grosso trono diroccato.

Abbiamo così capito perché si chiama “sedia”, ma perché “del diavolo”?

L’antico percorso della via Nomentana nella campagna era ben distante dal monotono rettilineo attuale. In quel tratto infatti, la via Nomentana scendeva verso la valle del fosso che portava all’Aniene l’acqua che sgorgava vicino la via Casilina (l’Acqua Bullicante), trasformato oggi nel vallo dove passa la ferrovia Roma-Napoli. QuandoElio Callisto si fa costruire per la sepoltura propria e quella dei suoi cari un grande mausoleo, se lo fa fare, come tutti i mausolei romani che conosciamo, lungo la via.

Con il passare dei secoli, il tracciato della via Nomentana verso il fosso cambia mentre il nostro mausoleo rimane solitario e imponente ad una certa distanza dalla via. Diventa così un posto tranquillo dove pastori (ma anche briganti, prostitute e malfattori) trovano riparo di notte. In quel rifugio di fortuna, il fuoco era sempre acceso per riscaldare e illuminare i suoi temporanei ospiti e la visione notturna di questa enorme sedia con un grande fuoco all’interno non era per nulla rassicurante per i pochi viandanti costretti ad avventurarsi da quelle parti dopo il tramonto.

Inutile sottolineare la quantità di racconti popolari sorti sul luogo a causa di questa spettrale visione. Fantasmi, streghe e morti viventi si diceva si aggirassero di notte intorno a quella sedia, secondo i racconti dei pochi testimoni, e spaventosi ululati e misteriosi rumori provenivano dalla profondità della terra.

L’unica spiegazione era quella che il diavolo in persona uscisse dalle fauci della terra per accomodarsi comodamente sul suo trono: sulla Sedia del Diavolo.

 

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