Cittadini e Municipio non vogliono che Villa Paolina sia demolita

Le scelte relative alle trasformazioni della città di Roma vengono decise senza sentire il parere dei cittadini. Lo attesta la “condanna alla demolizione” cui sembra destinata la Villa Paolina di Mallinckrodt in Largo XXI Aprile, un’area novecentesca del II Municipio di Roma:

La Villa ha ospitato l’Istituto scolastico delle Suore della Carità cristiana, dal 1922 al 1997, Il bombardamento del 10 marzo 1944 l’ha risparmiata, ma disinteresse delle istituzioni competenti, senza alcun “parere vincolante” riconosciuto ai cittadini, rischia di far perdere alla città un bene della “eredità culturale” della città.

Tale vicenda è l’amara constatazione che i cittadini di Roma non contano nelle scelte per la loro città.

Ciò avviene nonostante che da circa 20 anni sia stata definita e sottoscritta dal governo italiano la “Convenzione Europea del paesaggio” (Firenze 2000), che impegna i Paesi firmatari, tra cui l’Italia, a: “riconoscere giuridicamente il paesaggio quale componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, … fondamento della loro identità; … integrare il paesaggio nelle politiche di pianificazione del territorio, urbanistiche e in quelle a carattere culturale, ambientale, agricolo, sociale ed economico, nonché nelle altre politiche che possono avere un’incidenza diretta o indiretta sul paesaggio”.

E ancora nonostante che la più recente “Convenzione di Faro”, Portogallo, sul valore dell’eredità culturale (2005), abbia ribadito l’impegno a “riconoscere che il diritto all’eredità culturale è inerente al diritto a partecipare alla vita culturale, così come definito nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ed ha come obiettivo lo sviluppo umano e la qualità della vita”.
Si sottolinea inoltre che tali Convenzioni fanno parte di un percorso nel quale sono inseriti numerosi strumenti del Consiglio d’Europa, in particolare la Convenzione Culturale Europea (1954), la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Architettonico d’Europa (1985) e la Convenzione Europea sulla protezione del Patrimonio Archeologico (1992).

La società che ha acquistato Villa Paolina propone di realizzare, grazie alla Legge regionale 21/2009 (che recepisce le Norme del “Piano Casa” nazionale), un palazzo di otto piani più un parcheggio interrato. Le proteste di numerose Associazioni cittadine e la valutazione espressa dalla Commissione Urbanistica del II Municipio di Roma, costituiscono “parere non vincolante” rispetto al rilascio del “Permesso di costruire” da parte del Comune.

Una prima grave carenza del processo decisionale è costituita dal fatto che al Municipio II, Istituzione di livello locale a diretto contatto dei cittadini (popolazione di circa 180.000 ab.), perno del principio di sussidiarietà che viene invocato sovente, non sia assegnato un “parere vincolante” in merito alle scelte relative alla qualità urbanistica ed architettonica dei tessuti urbani.

Entrando nel merito delle caratteristiche di Villa Paolina si precisa che le Norme del PRG vigente inseriscono Villa Paolina di Mallinckrodt, realizzata nel 1922, nel tessuto della “città storica”, che presenta “identità storico-culturale definita da particolari qualità, riconoscibili e riconosciute dal punto di vista dei caratteri morfogenetici e strutturanti dell’impianto urbano e di quelli tipo-morfologici, architettonici e d’uso dei singoli tessuti, edifici e spazi aperti, anche in riferimento al senso e al significato da essi assunti nella memoria delle comunità insediate.”(Norme Tecniche di PRG, art. 24, comma 1). Viene specificato, nel medesimo art. 24, c. 2, che “All’interno della città storica gli interventi edilizi ed urbanistici,… sono finalizzati alla conservazione e valorizzazione delle qualità esistenti, nel rispetto delle peculiarità di ciascuna delle componenti insediative…”. Le caratteristiche peculiari delle zone adiacenti a Villa Paolina sono oggetto di due D.M. ai sensi della Legge n.1497 sulla protezione delle bellezze naturali: un primo Decreto del 1953, relativo alle zone circostanti Villa Mirafiori, un secondo del 1959, relativo alle zone circostanti via Nibby e Villa Massimo.

Ciò porta ad affermare con forza che Cittadini e Municipio non vogliono che Villa Paolina sia demolita. Alle Istituzioni competenti spetta il compito di fare chiarezza sugli aspetti normativi e procedurali, affinché i cittadini abbiano conoscenza del quadro di regole che intendono applicare rispetto ad interventi che alterano i caratteri costitutivi della città.

In rete gira la petizione del gruppo municipale Liberi e uguali “Sindaca Virginia Raggi: Salviamo Villa Paolina dalla demolizione: basta speculazioni sul nostro patrimonio!”. Se vuoi firmarla anche tu vai al link:
https://www.change.org/p/sindaca-virginia-raggi-salviamo-villa-paolina-dalla-demolizione-basta-speculazioni-sul-nostro-patrimonio?utm_medium=email&utm_source=petition_signer_receipt&utm_campaign=triggered&share_context=signature_receipt&recruiter=50794788

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