Arco Oscuro

Sulla parete di tufo di Valle Giulia, sotto viale Bruno Buozzi, sul piazzale di Villa Giulia su viale delle Belle Arti davanti alla villa, si apre un ampio portone bugnato in blocchi di travertino, chiuso da una cancellata.

MAPPA PINCIANO 5 della Zona Pinciano 5 (da Villa Taverna a Villa Giulia)

E’ oggi la cappella della Madonna dell’Arco Oscuro, gestita dalla vicina parrocchia di Sant’Eugenio. Ma lo stemma papale sull’arco ci spinge a guardare dentra atteraverso la cancellata. Sulla parete sinistra della cappella un’altra cancellata e una finestrella esterna fanno intuire che c’è qualcosa di più. Inoltre, come è possibile veder ancora oggi, l’apertura della cavità non è parallela alla strada sovra stante nè alla parete alla sua destra. Invece, alzando lo sguardo si può verificare che l’apertura è allineata alla parete tufacea che si intravede più in alto sulla sinistra, sopra il benzinaio di viale Bruno Buozzi. In realtà la parete a destra è creata nel 1911 con un enorme sbancamento, quando è tracciato il viale intorno a Villa Giulia mentre gli architetti del papa, che devono realizzare un collegamento tra la Vigna Vecchia e La Vigna Bassa e la Vigna Alta cioè i possedimenti su Monte San Valentino, hanno davanti un ostacolo praticamente insormontabile: una ripida parete allineata a quella sopra il viale Bruno Buozzi.

L’Arco Oscuro era un tunnel che si apriva sulla parete di tufo davanti a Villa Giulia, e sbucava una ventina di metri più in là dove iniziava la salita del vicolo omonimo verso le vigne e i casali di Monte Parioli. Per secoli è stato il toponimo che ha caratterizzato la questa di Villa Giulia.

DA SISTEMARE

Questa grotta inoltre dava il nome al vicolo dell’Arco Oscuro, un sentiero che si arrampicava sul Monte San Valentino, l’attuale via Monti Parioli. Il vicolo iniziava da Via Flaminia e in questo punto, per superare la scarpata verticale di Valle Giulia, si infilava per alcune decine di metri nell’Arco Oscuro e risbucava più in alto, sull’attuale viale Bruno Buozzi. Se andate in Viale Bruno Buozzi al distributore della Erg vedrete un’abitazione addossata alla parete e un garage, chiuso da una serranda e scavato nella parete di tufo, costruiti negli anni cinquanta dal gestore di allora. Il garage in particolare era l’uscita del passaggio sotterraneo e, nello stesso tempo l’ennesima entrata al dedalo di grotte che percorrono i sotterranei di Monte Parioli. L’attuale gestore racconta che attraverso quelle grotte si raggiungeva rapidamente l’altro distributore, anch’esso oggi della Erg, su Viale Tiziano.

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