Armando Brasini

Armando Brasini (1879/1965) è un architetto romano ancora oggi difficile da inquadrare all’interno della cultura architettonica moderna senza partigianerie moderniste o storiciste, le cui opere, pur non risultando allineate con i principi estetici della cultura ufficiale del pieno XX secolo, hanno concorso a dare “corpo e volto e riconoscibilità” alla città di Roma nei primordi della sua trasformazione in città moderna e contemporanea.   

E’ dalla profondità storica di Roma che Brasini prende i modi dell’apparire e i fondamenti dell’essere forma della città stessa e del suo divenire storico: dalla città come principio della costruzione architettonica, a questa stessa come somma e sintesi dello stratificarsi urbano; dalla dilatazione dimensionale di alcune parti del manufatto architettonico, così spesso presente nei manufatti edilizi romani nel proprio fuori scala rispetto alla dimensione tradizionale, al troppo piccolo, rispetto a una logica di presenza funzionale, di alcune altre: salti di scala e di intervento posti come risveglio dell’attenzione critica dall’unicità del “qui ed ora” del singolo manufatto alla sua obbligatoria e contemporanea partecipazione alla continuità spaziale e di esistenza della città che lo contiene e della quale ne conferma modelli formali e memoria.

E questo è tanto più riscontrabile nei suoi interventi nell’area nord di Roma lungo la valle del Tevere, area sviluppatasi con il P.R.G. del 1931 all’interno delle indicazioni tipologiche di Piano e delle caratteristiche architettoniche stilistico-formali di tipo modernista prevalenti in quel periodo a Roma, che ne hanno definito le principali caratteristiche di immagine, riconoscibilità e unicità dei luoghi, a prescindere da qualsiasi valutazione qualitativa o di opportunità storica del loro modo di esserci architettonico.

Tra le colline dei Parioli:

e oltre Ponte Milvio:

  • Villa Brasini (1920/25), Villa Augusta (1935) su via Flaminia e
  • Villa Aloisi (1923, oggi non più esistente) e Villa Manzoni (1925/28) su via Cassia.

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