Asilo Sant’Ippolito

L’Asilo Sant’Ippolito o Asilo Villa Sant’Ippolito o ancora Scuola Sant’Ippolito è una meritoria iniziativa dei padri cappuccini piemontesi e delle suore Sacramentine di Bergamo che si è sviluppata nel quartiere Nomentano e in particolare nei cosiddetti Quartiere Sant’Ippolito e Quartiere delle Crociate, da 1926 al 1994.

Nel 1922, padre Leone Ossola da Caluso dei padri cappuccini piemontesi, parroco di San Lorenzo fuori le mura e futuro fondatore della parrocchia di Sant’Ippolito, riesce ad ottenere a Portonaccio, sull’attuale via Matilde di Canossa dove ora è il Campo Artiglio, alcune baracche che erano servite come alloggio delle truppe durante la grande guerra. Lì dice messa tutte le domeniche e lì nel 1926, su sua richiesta, le suore Sacramentine di Bergamo dell’istituto di via dei Dalmati a San Lorenzo, iniziano a prestare la loro assistenza. In quelle baracche, 150 bambini poveri del quartiere delle Crociate che sono accolti ogni mattina e ricevono i primi rudimenti scolastici e nel pomeriggio suore sono ancora là per accogliere le giovani che volevano ricrearsi santamente con loro. A sera, le figliuole, accompagnate dalle suore, si recavano alla Basilica di San Lorenzo per la funzione e la benedizione.

Nel 1930, Padre Leone propone alla Contessa Ella Della Torre e Tasso (poi Principessa al Castel Duino Trieste) di finanziare lo sviluppo dell’Asilo. La contessa offre 40 mila lire, si inizia la costruzione su una striscia di terreno regalata a dall’Istituto Case Popolari, a dicembre di quello stesso anno sette suore si trasferiscono lì e nel gennaio del 1931 la struttura è inaugurata alle presenza della Principessa benefattrice e delle autorità religiose e civili. Fin dal primo giorno il nuovo asilo è frequentato da molti bimbi, sia quelli che già frequentavano le baracche, sia molti altri che fino allora non si erano fatti vedere e che le Suore, da brave missionarie, avevano invitato con un giro nelle case popolari. La quota mensile per i bambini dell’Asilo era di 10 lire per chi la poteva pagare, mentre per i più poveri la scuola era completamente gratuita. I bimbi prendevano la refezione calda e portavano da casa, nel canestro, pane e companatico.”

L’Asilo diventa il centro delle attività delle Suore Sacramentine nella zona e, fino alla costruzione della chiesa di Sant’Ippolito, per le funzioni religiose fungeva da succursale della parrocchia di San Lorenzo fuori le mura. Dal settembre 1932 le Suore iniziano a gestire anche un refettorio materno affidato loro dall’Opera Nazionale Maternità Infanzia presso due stanzette in un seminterrato a via Arduino, nei locali del II lotto messe a disposizione dall’Istituto Case Popolari. Nel febbraio 1934 le Suore sono in grado di aprire una scuola elementare privata e l’Asilo Sant’Ippolito diventa Scuola Villa Sant’Ippolito. Nel 1934, in attesa dell’autorizzazione dalle autorità civili e religiose, la scuola funziona con un solo alunno mente la vera attività didattica al servizio del quartiere inizia con l’anno scolastico 1935-36.

Nel 1934, intanto, nasce la nuova chiesa di Sant’Ippolito e lì si trasferiscono alcuni frati piemontesi di San Lorenzo al Verano dando vita alla nuova parrocchia. La collaborazione tra frati e suore continua ad essere strettissima e fruttuosa: le Suore si occupano essenzialmente delle organizzazioni femminili dalle bambine alle giovani e gli ampi spazi della struttura dell’Asilo sono messi a disposizione della parrocchia. La parrocchia di Sant’Ippolito diviene subito un punto di riferimento per il Quartiere delle Crociate, costituito dalle case del complesso ICP Tiburtino II, e dal quartiere Sant’Ippolito costituito prevalentemente da grandi palazzoni costruiti si iniziativa privata, in particolare per le numerose famiglie indigenti per le quali la carità parrocchiale fu spesso l’unico sostentamento. Facendosi interprete della riconoscenza dei parrocchiani nell’ottobre 1938 Padre Serafino da Fossano, primo parroco di Sant’Ippolito, pone una lapide all’ingresso dell’Asilo in ricordo della Principessa Ella Della Torre e Tasso e di Padre Leone Ossola.

Durante la seconda guerra mondiale la parrocchia di Sant’Ippolito paga a caro prezzo la sua vicinanza allo scalo ferroviario di San Lorenzo, bombardato per la prima volta nel 1943. Quando il 10 marzo 1944 i lotti delle case popolari del quartiere delle Crociate sono colpiti durante un bombardamento aereo, la superiora delle Suore Sacramentine, Suor Maria Diletta (si dice dopo un sogno premonitore) decide di chiudere la scuola ai bambini e ogni giorno cerca pretesti per allontanare dall’Asilo più Suore possibile. I suoi timori si avverano quattro giorni dopo: “Il 14 marzo 1944 alle ore 11.30 durante un bombardamento aereo viene centrato l’Asilo parrocchiale, periscono 9 suore: Suor Maria Diletta (superiora), Suor Concezione Bolis, Suor Cecilia Crotti, Suor Giansevera Dall’Anese, Suor Armandina Bormetti, Suor Arcangela Bugada, Suor Narcisa Teli, Suor Carmelita Capelli, Suor Minima Valota; e la Sig.ra Margherita Curti veduva Cambiè. L’Asilo bombardato è distrutto per i due terzi, ma la vita degli oltre cento bambini che frequentavano l’asilo è salva. Sulle macerie lavorano instancabilmente i padri Cappuccini, i Padri Giuseppini e i Padri Sacramentini. Il corpo della Superiora viene trovato dopo una settimana di scavi mentre quello di Suor Arcangela non si trova. Gravemente ferita è Suor Guglielmina. L’unica a rimanere illesa fu la suora incaricata della portineria. Le sopravvissute sono ospitate a Villa Spalletti (data in gestione alle Sacramentine) presso il Quirinale, poi presso la casa madre, poi presso un appartamentino in via Livorno. Nel frattempo la scuola continua nel locale del cinema e in altri locali parrocchiali. Suor Maurina Tonsi è eletta Superiora.

Per la ricostruzione dell’Asilo il parroco Padre Serafino da Fossano si affida ancora alla beneficenza della principessa Ella Della Torre, che concede due milioni di lire. La ricostruzione dell’Asilo parrocchiale inizia nel 1946 e termina nel dicembre 1947. La nuova scuola è benedetta nel gennaio 1948 alla presenza di Mons. Leone Ossola.

Con la fine della guerra le attività parrocchiali riprendono con più fervore. Nel 1945 presso l’Asilo è costituito l’Oratorio Maschile mentre le iniziative femminili continuano ad essere gestite dalla suore. Nel 1954 le spoglie delle nove Suore morte nel bombardamento dell’Asilo sono riesumate e sepolte al Verano. La lapide della prima sepoltura è portata nella cappellina dell’Asilo. Le esigenze dell’Asilo crescevano intanto con quelle del quartiere, tre nuovi locali sono costruiti sul terrazzo, inaugurati e benedetti nel 1958. Nel 1967 papa Paolo VI viene in visita pastorale alla parrocchia di Sant’Ippolito iniziando dall’Asilo parrocchiale. Per l’occasione la scuola è intitolata Scuola Elementare Paolo VI. Diciassette anni dopo, in occasione del 50° della parrocchia papa Giovanni Paolo II visita la parrocchia e anche questa visita inizia dall’Asilo delle Suore Sacramentine in cui il papa incontra i bambini ed i ragazzi.

Nel 1985 i frati cappuccini lasciano Sant’Ippolito, la loro ultima parrocchia a Roma, tornando definitivamente in Piemonte e la parrocchia è affidata al clero diocesano. Dall’anno scolastico 1989-90, per vari motivi, le Suore sono costrette a chiudere la Scuola Elementare Paolo VI e per la comunità parrocchiale fu un altro duro colpo dopo quello della partenza dei frati. L’anno scolastico 1993-94 è l’ultimo anche per la scuola materna. L’edificio scolastico è venduto dal Vicariato all’AGESCI (i boy-scout) ma una piccola comunità delle Suore Sacramentine non abbandona il servizio alla parrocchia e si trasferisce nella parte ristrutturata dell’ex edificio scolastico, dove è ricavato un piccolo appartamento con ingresso in Via Sant’Ippolito 13. Nel 1998, le Suore devono lasciare l’appartamento e per trasferirsi in un alloggio ricavato dai locali parrocchiali con ingresso in viale delle Provincie. Nel 2006, dopo ottanta anni di presenza nel quartiere Nomentano, le Suore Sacramentine di Bergamo lasciano la parrocchia di Sant’Ippolito.

Testo estratto dalla pagina: http://www.santippolito.org/storia/suore.asp

Mappa Nomentano 3 (zona di piazza Bologna)

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