Casale dei Trenatori

Casale dei Trenatori è l’ultimo edificio delle Scuderie Reali, i tre edifici di Villa Ada realizzati per ospitare cavalli e carrozze di casa Savoia. Il suo nome deriva dal fatto che. in epoca Savoia, è l’alloggio degli addetti alla cura dei “treni” delle carrozze reali.

MAPPA della Zona Parioli 2 (Villa Ada e Monte Antenne)

Il casale dei Trenatori presenta in facciata una simmetria assiale, mediante la scansione di ingressi, finestre e paraste, e si presenta, volumetricamente, a blocco chiuso. La copertura è a tetto su capriate di castagno.

E’ il più antico dei tre corpi di fabbrica. Il nucleo originario infatti è un casale rurale cinquecentesco, innestato su una piccola cava di tufo utilizzata per la costruzione della fabbrica e successivamente adibita a grotta per lo stoccaggio e la lavorazione del vino, Una parte di questa costruzione è riconoscibile nel corpo occidentale che si è conservato pressoché inalterato.

All’inizio dell’Ottocento era il “casino di residenza” della vigna Barigioni. In quel periodo il casale ha un carattere più rifinito, con un aspetto settecentesco, ancor oggi leggibile nel bel portale di accesso sul prospetto orientale (quello dall’altra parte della strada) e molte analogie stilistiche con altre fabbriche inducono ad attribuire gli interventi di ampliamento e di trasformazione all’architetto Filippo Barigioni, fratello dell’allora proprietario Giuseppe Mattia. Nel Catasto Gregoriano del 1819, infatti, l’edificio è indicato come “casa con corte ad uso di villeggiatura”, termine che all’epoca definisce l’edificio padronale della tenuta, utilizzato per brevi soggiorni in genere coincidenti con le più importanti fasi agricole di raccolta.

L’edificio è poi raddoppiato con l’addizione di un nuovo corpo di fabbrica, come evidenziato dalla lesena lungo la metà del prospetto che in origine costituiva il cantonale del preesistente casale, ed è realizzata l’elegante rampa di scale che conduce al piano superiore. Al pianterreno vi era allora la stalla, le cucine e il tinello, mentre al piano nobile trovava spazio un salone di ricevimento e le camere da letto.

L’edificio rimane proprietà dei Barigioni fino al 1872, quando è acquisito, unitamente alla tenuta circostante, da re Vittorio Emanuele II. Non risulta che, in epoca Savoia, vi siano stati interventi di modifica del fabbricato ma solo una diversa utilizzazione, non più residenziale ma funzionale, in connessione con le altre due Scuderie Reali. Pertanto l’edificio ha conservato, a tutt’oggi, un aspetto settecentesco, nonostante l’addizione di un ulteriore corpo di fabbrica, a un solo livello, del tutto estraneo all’armonia del complesso, aggiunto nel secondo dopoguerra, probabilmente con funzione di garage, sul fronte occidentale.

 

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