Caserme di via Guido Reni

Le cosiddette caserme di via Guido Reni sono una serie di installazioni militari di diverso tipo che occupavano entrambi i lati della via Guido Reni da via Flaminia a via Pier della Francesca.

Una vasta area del quartiere Flaminio, è ancora oggi occupata da una serie di installazioni militari che, di fatto, divide il quartiere in due parti: quella a sud (la zona da Belle Arti a via Guido Reni) e quella a nord (zona da via Guido Reni a Ponte Milvio).

Questa stortura urbanistica nasce nel 1905 quando viene presentato un progetto della Società Automobili Roma per la costruzione di uffici e alloggi su via Flaminia e, all’interno, verso vicolo dei Casali (oggi via Guido Reni), officine, magazzini, depositi. Per la realizzazione dell’impianto sono impiegati due anni. Successivamente, in un area dall’altra parte della strada, nascono gli impianti della Società per l’Acciaio. Una foto aerea del 1911 mostra l’insieme praticamente ultimato. Le palazzine su via Flaminia, all’angolo con piazza Apollodoro, sono ancora quelle costruite per gli uffici della Società Automobili Roma.

Nel piano regolatore del 1909 che prevede la realizzazione del tridente viario basato su piazza Gentile da Fabriano (vedi piano regolatore del 1909. Foglio 1 di 6), gli stabilimenti industriali sono destinati a lasciar posto alle abitazioni a cui tutta la zona è dedicata.

Nel 1915, all’inizio della prima guerra mondiale, però per far fronte al problema dell’armamento dell’esercito e alla necessità di intensificare e potenziare la produzione di materiale bellico, tutta l’area viene acquistata dal Ministero della Guerra che adatta ai propri scopi gli stabilimenti preesistenti e crea una caserma. Si viene così a creare un importante stabilimento industriale di servizio alle Forze Armate, chiamato poi Stabilimento Militare Materiali Elettronici e di Precisione.

Solo a partire dagli anni Novanta il Demanio Militare ha iniziato a cedere al Comune di Roma alcune aree del complesso.

Attualmente l’ex area militare è divisa in quattro parti:

  1. le palazzine su via Flaminia, all’angolo con piazza Apollodoro, occupate da alloggi per alti ufficiali, che il Ministero delle Difesa ha tenuto. Sulla facciata un grande stemma Savoia, l’indicazione dell’anno di costruzione, il 1916, e una scritta, FABBRICA COSTRUZIONI MECCANICHE AUTOMOBILI E FONDERIA.
  2. l’area su via Piero della Francesca, a destra e a sinistra di via Guido Reni, oggi trasformata nella Scuola Superiore di Polizia e in altre installazioni della Polizia di Stato,
  3. l’area tra via Guido Reni e via Masaccio, dove sorgeva la Caserma Montello e in cui oggi è il MAXXI,
  4. l’area tra via Guido Reni e Villa Flaminia, dove sorgeva lo Stabilimento Militare di Materiali di Precisione e in cui sorgerà la Città della Scienza e il relativo complesso residenziale.

Bibliografia essenziale:

  • La Reale Fabbrica di Armi e il Poligono di Tiro, saggio di Donatella Cialoni, in “Dalle armi alle arti. Trasformazioni e nuove funzioni urbane nel quartiere Flaminio” a cura di A. Vittorini, Ministero BBCC, Direzione Generale per l’Architettura e l’arte contemporanee, Roma, 2004
  • Stabilimento militare di via Guido Reni. Documentazione storica

Nei dintorni: Santa Croce in via Flaminia, MAXXI,

Mappa Flaminio 2 (zona da Belle Arti a via Guido Reni)

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