Catacombe dei Giordani

Al primo miglio della via Salaria a destra, tra via Taro e Villa Lancellotti, al civico 334, una anonima porta metallica sempre chiusa fra due condomìni. Se potessimo aprirla avremmo davanti a noi una lungo scala che porta sotto terra, sono le Catacombe dei Giordani.

Il cimitero, databile alla metà III – VI secolo d.C., è molto vasto e si estende sia a destra che a sinistra della via Salaria sotto villa Massimo (oggi scomparsa), Villa Lancellotti e Villa Savoia.

I Giordani erano una ricca famiglia romana di origine ebraica che, convertitisi al cristianesimo, donarono ai primi cristiani il terreno per costruire un cimitero. Qui venne deposto, dopo il martirio, il corpo di Sant’Alessandro. Da quel momento il piccolo cimitero si affolla di altre sepolture di cristiani che vogliono riposare in eterno vicino ai resti del martire e le gallerie vengono ampliate. Nel cimitero dei Giordani, erano sepolti tre dei sette figli di Santa Felicita, immolati nel 162: Alessandro, Vitale e Marziale, e sette vergini, delle quali gli scrittori del secolo VI videro solo i nomi e i sepolcri: Saturnina, Ilaria, Dominanda, Serotina, Paolina, Rogantina.

In quel cimitero, nei primi tempi della pace con l’imperatore romano,  è costruita una basilica dedicata a Sant’Alessandro, successivamente restaurata da papa Adriano I, come si legge nel Libro pontificale. A Papa Damaso si deve una prima sistemazione dell’ambiente che ospitava la tomba del Santo: forse un rivestimento in marmo delle pareti, una decorazione a mosaico e una iscrizione marmorea. Allo stesso periodo risale una scala che porta alle estremità di un antica cava di arenaria che si trovava m. 1,50 sopra al livello delle gallerie. Durante l’assedio dei Goti (537-538) il cimitero è danneggiato.

In tempi recenti, la catacomba è menzionata per la prima volta nel 1720 e spesso, nei documenti, chiamata Trasone o Saturnino, confondendola con il Cimitero di Trasone dove riposava appunto il corpo di San Saturnino. Fino al 1966 si era convinti che anche il cimitero con accesso in via Anapo (oggi Anonimo di via Anapo) facesse parte delle Catacombe dei Giordani. Nel 1915 la Pontificia Commissione di archeologia sacra chiarisce la situazione anche se solo nel quinquennio 1966-71 scavi approfonditi sono eseguiti.

Come tutte le catacombe romane questa catacomba è di proprietà della Pontificia Commissione per l’Archeologia a cui ci si deve rivolgere per la visita.

Per approfondire: Le immagini della Pontifica Commissione di archeologia Sacra www.archeologiasacra.net/pcas-web/ricerca/fotografico?query=VA-PCAS-HG00001-0000056&text=catacomba%20dei%20Giordani

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