Cesarina Gualino

Cesarina Gualino. Autoritratto. 1931

Cesarina Gualino, piemontese (Casale Monferrato 1890  – Roma 1992), è la moglie del grande industriale Riccardo Gualino, (Biella 1879 – Firenze 1964) imprenditore, mecenate e collezionista d’arte italiano che aveva creato prima la SNIA Viscosa, poi la Rumianca, che per un breve periodo è stato anche vicepresidente della FIAT.

Nella prima parte della vita a Torino, insieme al marito, riunisce nel suo ambitissimo salotto l’élite intellettuale dell’epoca e dedica all’arte e alla danza la casa di via Galliari e il teatro annesso disegnato da Alberto Sartori e arredato del torinese Felice Casorati. Mentre in quest’ultimo si rappresentavano i balletti di Diaghilev e gli spettacoli di Pitoeff, in casa si raccoglievano, sotto la guida di Lionello Venturi, Cimabue, Botticelli, Tiziano, Rubens, a tanti altri capolavori.

Il confino dell’industriale nel 1931 a Lipari, voluto da Mussolini, mise fine a tutto questo e, dopo il confino, i coniugi decidono di trasferirsi a Roma dove si svolse la seconda vita di Cesarina Gualino.
Le prime due case a Roma sono in affitto e arredate: Villa Caetani e Villa Anastasia in via Ulisse Aldrovandi a Roma. Poi nel 1936 i Gualino acquistano un attico sulla salita dei Parioli 23 dove riunisce nuovi amici e intellettuali, scopre se stessa come pittrice e torna a essere grande mecenate.

Il cinema entra nella vita della coppia, Riccardo Gualino crea la Lux Film e frequenta Mario Camerini, Alberto Lattuada, Federico Fellini, Tullio Pinelli, mentre i nuovi amici di famiglia si chiamano Alberto Savinio, Corrado Alvaro, Alberto Moravia, Elio Bragaglia, Pietro Aschieri, Luigi Pirandello, Cesare Zavattini, Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Manzini.

E nella Capitale, circondata di nuovo dall’arte, Cesarina Gualino comincia a dipingere. Le sue vedute racontano quella che lei chiama la città moderna: i Parioli, le prime case di viale Tiziano con lo stadio, i ponteggi, le nuove strade, lo Spolettificio di via Guido Reni, la scuola Guido Alessi di Pietro Aschieri in via Flaminia. Mentre dipinge la Roma del Futuro, l’artista si circonda dei quadri dei pittori romani: Armando Spadini, Antonio Zoran Music, Filippo de Pisis, Mario Mafai, Massimo Campigli, Fausto Pirandello, Giacomo Manzù, Toti Scialoja, Roberto Melli. E’ la Roma della fine degli anni degli Trenta e dei Quaranta che entusiasma Cesarina: anni di fermento, di passioni, di amicizie, tutte in nome dell’arte e della modernità. La guerra li offuscherà, meno che nei suoi ricordi, conservati a lungo nei diari, nei carteggi, in casa.

Immagini esterne:

  • https://drive.google.com/file/d/0B5HCOc_YSmIRXzNpellPV1ZDNDA/view?usp=sharing
  • https://drive.google.com/file/d/0B5HCOc_YSmIRdE1tNUNUQ2ltems/view?usp=sharing

Per approfondire: it.wikipedia.org/wiki/Collezione_Riccardo_Gualino,

Bibliografia essenziale: Laura Iamurri, Sabrina Spinazzé (a cura di ). L’arte delle donne: nell’Italia del Novecento. Meltemi

relativo al periodo Roma2pass:  dal 1930 al 1945  dal 1946 al 1959  dal 1960 al 1979  dal 1980 al 1999.

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