Confluenza dei due fiumi, di Marco Lodoli

Un breve racconto tratto da Isole. Guida vagabonda di Roma di Marco Lodoli che parla della confluenza tra il Tevere e l’Aniene.

“Com’è diventato complicato incontrare gli amici! La città pare un campo di battaglia impossibile da traversare, un blocco di lamiere frementi e di malumore che invita a rimanere fermi là dove si sta, nel proprio quartiere, nel proprio isolato, nel proprio buco.

Se si parte per un appuntamento, subito ci si ritrova fuori tempo massimo, fusi nella colata di macchine che si solidifica attorno, persino pentiti di quell’idea balzana di ritrovarsi in un bar con un amico perso di vista da tempo. E altro tempo passerà, e forse la colpa non è solo di quel nodo di metallo e smog che soffoca, è la vita stessa che c’impedisce di fare quattro chiacchiere in santa pace con una persona cara: ognuno di noi ha mille cose da fare e l’appuntamento slitta, rimandato alla settimana successiva, o al mese dopo, o all’ anno che. verrà – sarà per quando avremo un po’ di tempo da dedicare a noi stessi. Si finisce per perdersi definitivamente o per incontrarsi a caso, in una via del centro o a una festa, con l’imbarazzo di non essere stati capaci di volerlo davvero. Sono incontri che preludono alla separazione definitiva.

Così l’isola di questa mattina è destinata all’Appuntamento infallibile, alla curva dove da millenni – inevitabilmente, amorosamente – si accoppiano l’Aniene e il Tevere. È un luogo bello e nascosto, perfetto per un incontro clandestino. Bisogna lasciarsi alle spalle ponte Milvio, percorrere viale di Tor di Quinto fin oltre il cavalcavia dell’Olimpica e subito dopo imboccare una stradina sulla destra. C’è da passare accanto a un campo di nomadi e a dieci campi sportivi, per raggiungere un circolo di tennis che si chiama Le Mirage. Entriamo discretamente e puntiamo il ristorantino che s’affaccia sul fiume: la ricerca non è finita, si deve superare la vetrata, un praticello curato e sporgersi dal parapetto di legno. Da li si vedono i due corsi mescolare le loro acque in un’intesa, oggi come sempre, secondo dopo secondo, gonfi o mezzi asciutti, forse intorbiditi e schiumosi come noi, ma più di noi fedeli nel rispettare un impegno. E davanti a quell’incontro beviamoci un caffè, magari con un vecchio amico, cercando le parole.”

Nei dintorni: la via Olimpica, Monte Antenne

Mappa Parioli 4 (Zona Acqua Acetosa)

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