Film: I tartassati

I tartassati è un film del 1959 diretto da Steno e interpretato da Totò e Aldo Fabrizi, nuovamente insieme reduci dal grande successo di Guardie e ladri e dal meno apprezzato Una di quelle. Prodotto da Mario Cecchi Gori, il film può essere considerato in senso figurato un seguito di Guardie e ladri “in versione medio-borghese”, difatti i due protagonisti si ritrovano negli stessi ruoli di “ladro” e “guardia”. Ma a differenza di quanto succede nell’altra pellicola dove i furti sono in qualche modo “moralmente giustificati” dalla povertà di Totò, qui egli è ricco e ruba per avidità. Questo rende tutto il film più leggero rispetto al precedente.

Il cavalier Pezzella possiede e gestisce un lussuoso negozio di abbigliamento molto ben avviato. Per sua natura però non ama e non ritiene giusto pagare le tasse e per questo si avvale di un consulente fiscale per riuscire ad evaderle con maggiore tranquillità. Purtroppo per il cavalier Pezzella la Guardia di Finanza decide di inviare una verifica fiscale, nella persona del maresciallo Topponi e del brigadiere Bardi.

Iniziano così i tentativi di Pezzella (guidati dai consigli del disonesto e poco capace consulente fiscale) di entrare nelle grazie dell’integerrimo maresciallo fino a cercare di corromperlo, talvolta anche dichiarandolo apertamente con eccessiva dose di servilismo. I goffi tentativi daranno non pochi grattacapi al maresciallo, a causa dell’invadenza e della cialtroneria di Pezzella e quindi si ritorceranno contro chi li aveva orditi. Topponi stende, infine, il suo rapporto di indagine fiscale che condannerebbe Pezzella al pagamento di un’enorme multa.

Non ancora sconfitto, il cavalier Pezzella decide un gesto estremo, e adotta uno stratagemma per rubare la borsa del maresciallo con il verbale all’interno. Ma alla fine, vinto forse dalla pietà per i guai che il maresciallo avrebbe avuto a causa della borsa sparita, e su consiglio di un prete, il Pezzella fa ricomparire la borsa e la restituisce. Il maresciallo ed il cavaliere si ritrovano così dopo tante peripezie amici e persino consuoceri: infatti i maldestri tentativi compiuti da Pezzella su Topponi avevano permesso al figlio del commerciante di conoscere la figlia del maresciallo. Alla fine i due tenteranno di rialzare le proprie economie disastrate, affidandosi al Totocalcio.

Scena:  Il bar dove Topponi (Fabrizi) “perderà” la borsa con i documenti, grazie a un abile stratagemma del commercialista (De Funes) di Pezzella (Totò), si trova in via di Priscilla 93, oggi è un ristorante cinese, lo stesso locale che venne utilizzato ne “Il segno di Venere”, in una scena con Franca Valeri e Alberto Sordi.

Luogo: Via di Priscilla, 93

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