Fontana della Dea Roma

Al centro di Piazza Monte Grappa, dall’altra parte di ponte Risorgimento dove ha inizio Viale Mazzini, c’è la fontana della Dea Roma di Jgor Mitoraj. Siamo nel quartiere delle Vittorie, nel Municipio I.

La fontana è stata donata da Finmeccanica che ha nella piazza la sua sede nel 2003; da allora è sistemata nei giardini al centro della piazza.

La fontana è costituita da è un grande volto di donna ricavato nel bianco travertino delle cave di Tivoli che poggia su di un basamento formato da enormi pietre; l’acqua scende dalla sommità del capo dando l’impressione che il triste e inquietante volto sia rigato dalle lacrime.

L’opera è stata realizzata in due anni dall’artista polacco Jgor Mitoraj che ha utilizzato gli stessi materiali che venivano usati per costruire i palazzi nella Roma dei papi e che ha voluto ricreare, dietro la fontana, un “giardinetto all’antica” con cipressi, lecci, olivi e melograni.

La Dea Roma fin dall’atto della sistemazione è stata molto apprezzata dai residenti sia per la piacevolezza del volto che per la suggestione evocata dall’acqua anche se chi transita nella zona, sia per il traffico che per la fretta, si accorge appena della bella testa.

Con il passare del tempo, però, il bianco travertino è diventato giallo, l’acqua ha cessato di scendere e la fontana si è trasformata in una pozza di acqua. La cosa che più lascia perplessi è che il piccolo giardino della piazza è perfettamente pulito e curato a cura dell’AMA mentre nessuno fa la manutenzione della fontana (che dovrebbe essere a cura dell’ACEA).

E così la bella Dea Roma, dall’itterico volto, sembra ancor più triste: danneggiata la ringhiera di metallo, danneggiati i tubi per l’irrigazione, annerito il marmo. La fontana è colma di sporcizia, aghi di pino, sassi e di un’acqua verdastra e melmosa. La grande pianta di papiro cresce disordinatamente e senza regole tanto che un’esile stelo ha fatto le sue radici in un foro del marmo, sulla sommità della marmorea testa.

Mappa Flaminio 1(zona Villa Borghese)

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