Giardino Sigmund Freud

Il Giardino Sigmund Freud è l’aiuola centrali di via Lisbona, nel tratto tra via Lima e via Panama.

MAPPA della Zona Parioli 1 (da via Salaria a piazza Ungheria

Il padre della psicanalisi ha uno spazio della città a lui dedicato: sono le aiuole centrali di via Lisbona, nel cuore dei Parioli, vicino alla sede della Società Psicanalitica Italiana.

Un giardino a testimonianza dell’ antico amore di Freud per Roma, anche se l’area prescelta è per il momento una fascia di aiuole e ghiaia, tra le facciate di belle abitazioni e due corsie stradali, arredata con alberi e cespugli e panchine: avrebbe bisogno di qualche intervento di manutenzione, per ora ci si può accontentare dei biancospini in fiore. Ma, se si troveranno i fondi, le aiuole verranno risistemate e la striscia alberata al centro di via Lisbona verrà aiutata a diventare un vero giardino. Per adesso, oltre la targa «Giardino Sigmund Freud» ci saranno frasi e scritti a ricordare quanto il grande psicanalista ha apprezzato la capitale che l’affascinava con il suo straordinario passato archeologico.

Freud soggiornò a Roma, per lo più in settembre, per ben sette volte, dal 1901 al 1923, data dell’ ultimo viaggio in compagnia della figlia Anna. Il giardino realizzato non è solo il riconoscimento a un maestro del Novecento che ha influenzato per sempre la conoscenza e percezione della psiche, ma l’omaggio che Roma ricambia a un suo grande estimatore: Freud amava molto Roma, e i suoi scritti abbondano di riferimenti, non solo sui suoi frequenti soggiorni ma anche come metafora archeologica e urbana del metodo della psicanalisi (ne Il disagio della civiltà paragona gli scavi per riportare alla luce le fondamenta di Roma a quello nella memoria per riconquistare un territorio dell’inconscio), e come sogno ricorrente testimoniato ne L’interpretazione dei sogni: “Sono diventato un appassionato pellegrino di Roma”, aggiunge in una nota dell’edizione del 1925.

Per chi conosce Freud, dedicargli un giardino è tutt’altro che casuale. Sigmund amava descrivere e classificare piante e fiori, e prediligeva le gardenie.

Il giardino Freud è un corridoio ombroso e tranquillo di circa 200 metri con una dozzina di panchine verdi di legno. In una lettera alla moglie Martha, del 1900, Freud accostò nello stesso elenco di desideri di ciò che avrebbe voluto trovare nell’agognato viaggio a Roma “i fichi, i castani, l’alloro e i cipressi, le case con balconi, gli antiquari”, lista in cui convivono natura e passione del collezionismo, antichità e beatitudine quotidiana. E’ stato esaudito: il giardino di via Lisbona annovera tra le sue piante anche l’alloro, e due giovanissimi cipressi piantati dai residenti, insieme ad aceri, robinie, lecci, un nespolo, un tiglio e numerosi grossi cespugli di “fior d’angelo”.

Nei dintorni: Palazzina La nave, Villa Badoglio, Villa Grazioli,

Mappa Parioli 1 (zona da via Salaria a piazza Ungheria)

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