Il tram di Villa Glori di Francesco Trombadori

Il tram di Villa Glori” di Francesco Trombadori, del 1925, è un olio su tela (cm 50×40), oggi in una collezione privata, Roma.  

I paesaggi romani dipinti da Trombadori nel corso degli anni Venti e Trenta sono piuttosto rari. Solo dopo la guerra l’artista si dedicherà con continuità a questo tema.

L’opera è stato dipinta poco dopo l’apertura del parco di Villa Glori, nel 1923-24, mentre la zona dei Parioli è in piena espansione, e gli orti dipinti da Spadini intorno a via Paisiello (dove passava questo tram) si avviano a diventare un ricordo.

Oltre all’obelisco dedicato ai fratelli Cairoli, anche il tram rosso può esser visto come un elemento di paesaggio, un colore sparito. L’eliminazione di quella che Mussolini aveva definito «la stolta contaminazione tranviaria del centro» era uno degli obiettivi primari delle amministrazioni cittadine. Un primo passo in favore dell’automobile era stato compiuto dopo la guerra con la motorizzazione dei servizi postali, della nettezza urbana e dell’innaffiamento delle strade, mentre venivano introdotte al posto delle tranvie elettriche delle linee automobilistiche per collegare i centri a ridosso della capitale.

Nel 1926 l’amministrazione Potenziani libera dalle rotaie via Condotti e via Tomacelli. Nel 1928 spariscono i tram dall’Argentina. Ma la riforma più decisa si attuò con l’amministrazione Boncompagni dal 1929: si realizzano due anelli in cui corrono le circolari interna ed esterna, collegati con linee trasversali di autobus.

Una curiosità: il 1925 è l’anno in cui a Roma, tra via Due Macelli e via del Tritone è sistemato il primo semaforo.

Bibliografia: Valerio Rivosecchi e Antonello Trombadori “Roma appena ieri nei dipinti degli artisti italiani del Novecento

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