Lungotevere delle Navi

Lungotevere delle Navi, istituito con delibera del governatore nel 1928, è il proseguimento del lungotevere Arnaldo da Brescia. Inizia all’altezza di ponte Matteotti e arriva fino a piazzale Belle Arti, in corrispondenza di  ponte Risorgimento dove il viale prende il nome di lungotevere Flaminio.

Mappa Flaminio 1 (zona da porta del Popolo a Belle Arti)

Questo lungotevere è stato realizzato a inizio Novecento sui muraglioni del Tevere appena costruiti ed è stato così chiamato per la presenza dell’imponente Palazzo Marina.

Nel Cinquecento, nell’area presso l’attuale Ponte Risorgimento, dal fiume alla via Flaminia, si estendeva la Vigna di Porto, dove papa Giulio III sbarcava per raggiungere la sua amata Villa Giulia.

Nell’Ottocento in questa stessa area c’era Villa Cini, acquistata dopo il 1870 da Candido Valli per produrre mattoni e rivederla, pochi anni dopo, al doppio del prezzo di acquisto. L’acquirente è la Società Anglo Romana del gas che qui installa lo stabilimento di produzione del gas, i depositi (analoghi al gazometro che oggi vediamo sulla via Ostiense) e la sede lungo la via Flaminia. Quell’edificio oggi ampliato e profondamente ristrutturato lo possiamo ancora vedere in via Flaminia 133. Grazie alla produzione dell’elio da qui decollavano i primi aerostati romani che spesso, per via del ponentino, terminavano il loro volo in Sabina.

Intorno al 1890, nell’area del lungotevere oggi occupata da Palazzo Marina sorge il cantiere base della costruzione dei muraglioni del Tevere e, a cavallo del 1900, non appena costruiti i muraglioni che mettevano al sicuro dalle inondazioni, tutta questa zona ha una vocazione industriale. Ancora oggi tra il lungotevere delle Navi e via Flaminia si possono trovare tracce di questo recente passato: in via Enrico Pessina la centrale elettrica e in via Giovanni Vincenzo Gravina la centrale telefonica di Telecom Italia (il palazzo vicino all’angolo con il lungotevere) e, dietro un terreno di proprietà dell’ATAC, incolto e circondato da un vecchio muro, all’angolo con via Cardinale de Luca.

Prima della costruzione di Ponte Matteotti (1929) spesso su questo tratto di fiume sono atterrati degli idrovolanti. Primo fra di essi è stato Gennariello nel 1925, pilotato da Francesco De Pinedo di ritorno dal sua raid in Asia e Australia (vedi Scalo de Pinedo).

Lato sinistro

Questo è l’unico lungotevere romano in cui sono presenti i pini invece che i tradizionali platani.

La riva del Tevere sotto lungotevere delle Navi ha una storia particolare. A vederla oggi la riva sembra selvaggia e sulle scalette ci sono dei cartelli del WWF che ricordano che una volta questa area era un’oasi naturale affidata a questa organizzazione ambientalista. Guardando bene però si può notare come i muraglioni di tufo ci siano e ci sia anche la banchina lungo il fiume, anche se completamente interrato. In effetti, dopo che i muraglioni furono costruiti fino a Ponte Risorgimento, si decise di dedicare questa area agli uccelli, sia quelli stanziali che quelli di passo, lasciando crescere, senza intervento umano, alberi e arbusti. E’ così il Municipio dispone di un area verde sul fiume, frequentata solo da extracomunitari in cerca di rifugio per la notte e spesso non troppo pulita.

Lato destro

  • via Domenico Azuni,
  • il monumentale edificio di Palazzo Marina, con un filare di palme e, ai lati dell’ingresso, le imponenti ancore di due corazzate austriache,
  • due graziose palazzine in stile barocchetto romano,
  • prima dell’incrocio con via Giovanni Vincenzo Gravina, un grande tombino e una bassa costruzione solo le tracce del vecchio gazometro della Società Anglo Romana del Gas, che qui aveva i suoi impianti. Grazie alla produzione di gas è da qui che decollano, a inizio Novecento, i primi aerostati romani. Dietro la bassa costruzione all’angolo c’è l’edificio che ospita la centrale di Telecom Italia che gestisce i numeri urbani che iniziano con il 3. (Flaminio, Pinciano, Delle Vittorie).
  • via Giovanni Vincenzo Gravina,
  • al 22 il grande ingresso carrabile di un complesso di tre palazzine (di cui due allineate sul lungotevere), costruite nel 1935 dall’INCIS (palazzine in lungotevere delle Navi 22),
  • una piccola strada si apre sulla sinistra, via Enrico Pessina, dove si può ancora vedere una piccola centrale elettrica. Dietro le centrale, la facciata posteriore dell’ex palazzo ACEA su via Flaminia ed una moderna costruzione con rivestimento in laterizio e copertura di acciaio e vetro dell’arch. Francesco Bocchino.
  • un imponente edificio in stile neobarocco dell’architetto Giulio Gra con accesso da piazzale delle Belle Arti,
  • piazzale delle Belle Arti

La strada in oggetto è considerata di “grande viabilità”, corrispondentemente la sua manutenzione è responsabilità dell’Unità Manutenzione Strade di Roma Capitale.

Nei dintorni: Palazzo Borromeo, viale Flaminia, viale Tiziano, Albero Bello

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