Mura Aureliane

pi1-turris-omnium-perfectissima-roma-sparitaLe Mura Aureliane sono le mura che ancora circondano il centro di Roma e, per un lungo tratto da via Tiburtina al Tevere, segnano il confine del Municipio II con il Centro Storico (Municipio I).

Roma è una delle poche grandi città del mondo che conserva ancora, praticamente intatta la cinta delle sue mura, vecchie di diciotto secoli. L’unico tratto di mura che è stato distrutto (per la costruzione dei muraglioni del Tevere, è quello prospiciente il fiume, dal porto di Ripetta a Testaccio. In effetti, per motivi urbanistici è stato demolito anche il breve tratto di mura dopo Porta del Popolo  che in corrispondenza dall’incrocio di via Luisa di Savoia con via Principessa Clotilde, piegava a 45° e raggiungeva il fiume prima del Porto di Ripetta.

Nel III secolo d.C. Roma era una città senza mura. La sua estensione era notevolmente cresciuta rispetto al perimetro delle mura Serviane ma nessuno, fino ad allora aveva sentito il bisogno di difendere la città circondata e protetta dal suo vasto impero.
Ma i tempi erano cambiati e l’imperatore Aureliano, che aveva temporaneamente riunito l’impero in via di disgregazione e aveva sedato rivolte intestine, decise che la città aveva bisogno di una nuova cinta di mura e la realizzò in soli cinque anni (dal 271 al 275). L’imperatore Aureliano non visse abbastanza per vedere ultimata l’opera, poiché morì pochi mesi prima che fosse completata.

La nuova cinta muraria corrisponde approssimativamente con il limite daziario di marco Aurelio e Commodo ma, poiché doveva essere pronta in poco tempo,fu costruita utilizzando grandi edifici già presenti sul territorio. Quando un edificio, civile o militare, si trovava lungo il suo percorso, gli architetti di Aureliano non lo smantellarono né modificavano la direzione progettata: più semplicemente utilizzavano la struttura esistente inglobandola nella nuova struttura difensiva. Un esempio di tale modo di procedere lo abbiamo al Castro Pretorio e al Muro Torto, dove le mura sono imprendibili in quanto sfruttano la parete tufacea del Pincio.

Le mura erano di mattoni e sono queste le mura che oggi ancora sopravvivono, rivelandosi assai più robuste di quanto qualsiasi antico architetto avrebbe mai potuto immaginare, visto che per 17 travagliati secoli, le catapulte, i cannoni, le bombe e persino i terremoti non sono stati in grado di raderle al suolo.

La nuova cinta di mura era lunga 19 chilometri ed aveva 14 porte principali e numerose e molte di minore importanza e dimensioni (posterulae). Le più importanti erano in blocchi di travertino e marmo e avevano un accesso a doppio fornice per i due sensi di marcia, ma nell’età di Arcadio ed Onorio (intorno al 400 d.c.), per ragioni di sicurezza, sono trasformate a un solo fornice. Nel tratto delle Mura Aureliane che segnano il confine del Municipio II, sono rimaste al loro posto solo due porte del circuito originario, Porta del Popolo e Porta Pinciana. Porta Salaria è stata demolita. La Posterula Nomentana è stata murata e sostituita con  Porta Pia. Porta Tiburtina è oggi solo un monumento a se stessa, recintata e non praticabile, sostituita da una semplice apertura nelle mura qualche decina di metri più in là.

Il camminamento è quasi sempre scoperto con merli ad intervalli regolari. Ogni trenta metri si trova una torre a forma quadrata con quattro finestre in cui erano poste macchine da guerra per il lancio di frecce (baliste) o pietre (onagri). Nel corso dei secoli, sono restaurate numerose volte come testimoniano la diversa trama dei mattoni e delle pietre, alcune targhe, e i molti stemmi dei papi regnanti. A piazzale Flaminio, a sinistra della porta al termine di via Muro Torto, una piccola lapide ricorda il restauro delle mura fatto da Papa Benedetto XIV (Lambertini) intorno al 1750: BENEDICTUS XIV P M MURORUM URBS A PORTA OSTIENSI AD FLAMINIAM PORTAM VETUSTATE FATISCENTIUM REFECTIONE ANNO MDCCIL INCOEPTAM ANNO MDCCLII ABSOLVIT.

Il tratto di mura rimasto tra le vie Romagna e Lucania, Corso d’Italia e via Campania, dove è ancora attiva la Scuola di Arte Educatrice di Francesco Randone, il Maestro delle Mura, mostra oggi una delle trecento torri nella forma completa dell’epoca di Onorio (402 d.C.). La camera inferiore della torre ha due feritoie per arcieri. Le quattro rampe della scala interna portano alla camera superiore che ha finestre ad arco per le artiglierie e pianta quadrata. In alto le “cuffie” agli angoli formano un ottagono sul quale è impostata la cupola del tetto. Il passaggio tra una torre e l’altra è aperto verso l’interno della città.

Curiosità

  • La torre meglio conservata prima di via Romagna: Turris omnium perfectissima
  • una palla di cannone ancora infissa nella muratura, sulla stessa torre
  • una latrina per i soldati che prestavano servizio sulle mura prima di Porta Salaria

Altre pagine correlate: Tomba Cornelia, Sepolcro di Sulpicio Massimo, Muro Torto, Porta Collina, Villa Paolina, piazzale Flaminio, via Luisa di Savoia, corso Italia, piazza Fiume,

I commenti sono chiusi