Muro Torto

Il cosiddetto Muro Torto è quel tratto delle mura Aureliane costruito sulle ripida parete tufacea che da Porta Pinciana, scende verso piazzale Flaminio.

MAPPA della Zona Pinciano 2 (Villa Borghese e il Pincio)  

Audioguida (voce di Margherita Di Rauso)

Partendo da piazzale di Porta Pinciana e scendendo verso piazzale Flaminio sulla sinistra vediamo il tratto di mura che corre lungo via Pinciana, poi c’è la sede della Società italiana di Ginnastica dove, dentro le mura, c’è Villa Malta.

Poi un tratto di mura con numerose torri sporgenti a base quadrata; costruite ad una distanza ravvicinata una dall’altra, in modo che chiunque avesse attaccato la città sarebbe stato entro il raggio d’azione di una o persino due di esse, è villa Medici e le torri ospitano studi degli artisti ospiti dell’Accademia di Francia.

Dopo il ponte, costruito per collegare villa Borghese al Pincio ancora si può vedere la costruzione dell’ascensore che dal basso, dove c’era la fermata del tram, portava su al Pincio.

Poco più avanti su una brusca curva a sinistra il vero e proprio muro torto, un tratto di mura crollato sia dal tempo della sua costruzione, con alti contrafforti alzati come gigantesche dita ad impedirne il crollo. A vederlo da sotto, risalendo dal Tevere verso il Muro Torto fa un po’ paura, ma possiamo stare tranquilli, finché esisterà Roma il muro non crollerà: lo protegge San Pietro (vedi Muro torto – La leggenda).

Nel 1100, mille anni dopo la morte di Nerone, papa Pasquale II fa tagliare il tetro pioppo che era cresciuto sui ruderi dell’antico mausoleo ed era sempre pieno di corvi ritenuti demoni richiamati dai crimini di Nerone, esorcizza il luogo e fa costruire la chiesa Santa Maria, che tutti chiamarono subito Santa Maria del Popolo, cioè del pioppo (dal latino populus). Ma la maledizione del luogo continua: fuori queste mura, verso il Muro Torto, c’è stato per secoli il cimitero delle donne di malaffare, dei ladri, vagabondi e di tutti coloro che non essendosi pentiti prima di morire non potevano essere sepolti in terra consacrata. Si racconta che di notte loro spiriti vagassero inquieti e rancorosi, chiamando i disperati che passavano dalle parti del Pincio per convincerli a gettarsi di sotto e, in alto sulle mura, si possono vedete le reti messe dal Comune per evitare gesti insani da parte di aspiranti suicidi.

Qui fu sepolta la mummia romana scoperta nel 1450, che qualcune dissse fosse Tullia la figlia di Cicerone. Sempre al Muro Torto, furono sepolti i carbonari Targhini e Montanari, decapitati nel 1825 in Piazza del Popolo durante il pontificato di papa Leone XIII. Una leggenda vuole che i loro fantasmi, ogni notte vaghino sotto le Mura con la testa sotto il braccio e che diano i numeri del lotto ai coraggiosi che riescano a sostenere il loro sguardo.
Lapide di Benedetto XIV sulle mura vicino a Porta del Popolo (da fare).

Nei secoli scorsi, lungo le mura correva il vicolo del Muro Torto da cui, in corrispondenza della curva sita il muro franato, partiva vicolo delle Tre Madonne, che attraversava l’attuale villa Borghese fino ad arrivare a Valle Giulia e risalire sulla collina lungo l’attuale via Ulisse Aldrovandi.

La leggenda del Muro Torto

Il nome Muro Torto che diamo da secoli a questo tratto di mura a monte di Porta del Popolo viene da quel punto, a duecento metri da qui, in cui le mura aureliane costruite sulla parete tufacea del Pincio disegnano un angolo di novanta gradi. Continue reading →

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Una sosta al Muro Torto

Sul far della sera l'intenso traffico sulla strada di scorrimento veloce che costeggia le mura imperiali tra Porta Pinciana e Porta Flaminia, realizzata nel 1910, ci costringe dapprima a rallentare, poi l'auto resta completamente immobile per qualche tempo nel bel mezzo del viale del Muro Torto. Continue reading →

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