Palazzina Furmanik

La Palazzina Furmanik è in lungotevere Flaminio 18 e costituisce uno dei più rilevanti esempi del razionalismo romano. Qualche critico si è sbilanciato a definirla la più bella palazzina romana.

La Palazzina porta il nome del committente ed è costruita dal 1935 al 1938 su progetto di Mario De Renzi, Giorgio Calza Bini e Pietro Sforza.

Il fronte principale in aggetto verso il Tevere viene scavato in profondità da una serie di logge sovrapposte, sviluppate senza soluzione di continuità, lungo l’intera estensione del prospetto, a richiamare l’orizzontalità del corso fluviale. Negli altri fronti prevale la continuità della superficie muraria, uniformemente bucata da forature, che si ripetono con un unico modulo. Il volume squadrato dell’edificio, sembra quasi porsi come modello ripetibile lungo l’intero fronte del lungotevere.

Ultimamente ne è stata cambiata la destinazione d’uso, da abitazioni ad uffici, e un improvvido intervento di ristrutturazione ha pesantemente mortificato la coerenza figurativa dell’impianto eliminando le persiane scorrevoli, che proteggevano gli ambienti interni dalla luce meridiana e facevano vibrare il fronte, e aggiungendo, sul lato posteriore, una scala antincendio esterna.

Il progetto prevedeva la realizzazione di due palazzine simmetriche rispetto a via Canina, ma la seconda non fu mai costruita.

In questa area tra via Flaminia e il fiume nel Settecento e nell’Ottocento c’era una delle tante osterie che sorgevano lungo la via: era la Bevitoria di Sant’Andrea, riprodotta a fine Settecento in una acquaforte acquarellata di L.Merigot (coll.priv. Comune Roma). In questa acquaforte peraltro, è ben visibile, in alto sul colle, il belvedere di Villa Balestra. Siamo al vertice di una profonda ansa dove nel Cinquecento sono fatti continui lavori di protezione degli argini. Nell’Ottocento questa ripa si chiama Albero Bello e, all’inizio del Novecento, ci si insedia la Società Sportiva Lazio con il Circolo Canottieri Lazio. Negli stessi anni, nell’area da qui a viale Tiziano si inizia a realizzare il complesso ICP Flaminio I, successivamente demolito. L’unico edificio rimasto di quell’intervento è il palazzo tra viale Tiziano e via Flaminia.

Per approfondire: www.archidiap.com/opera/palazzina-furmanik/

Nei dintorni: via Flaminia, da Belle Arti a piazzale Manila, Circolo Canottieri Lazio, piazzale delle Belle Arti,

(zona Flaminio 1)

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