Palazzo Borromeo

FL1 Villa Borromeo. StreetviewIl Palazzo Borromeo è su via Flaminia 166, tre viale delle Belle Arti e via di Villa Giulia. L’attuale ingresso è su viale delle Belle Arti 2. La costruzione è  detta anche Casino del Monte o Casino di Papa Giulio o ancora Casino di Pio IV ed è oggi sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.

MAPPA FLAMINIO 1 della Zona Flaminio 1 (da Porta del Popolo a Belle Arti)

Su via Flaminia, all’incrocio con il viale delle Belle Arti, c’è una semplice ma elegante costruzione rinascimentale oggi denominata Palazzo Borromeo. E’ un luogo non aperto al pubblico, un palazzo in cui lo Stato Italiano ha voluto, dopo il Concordato del 1929, l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, l’unica ambasciata al mondo situata nella capitale del proprio paese.

Palazzo Borromeo è costruito nella seconda metà del Cinquecento da Pirro Ligorio e nasconde, dietro un’apparente rusticità, una notevole eleganza che esplora nuove frontiere nell’utilizzo della prospettiva in architettura. E’ una residenza papale cinquecentesca, che si articola intorno. Su via Flaminia, al centro dell’edificio, un portone bugnato con al piano superiore una loggia con colonne d’ordine corinzio affiancate da lesene angolari con capitelli ionici che riprendono le colonne sopra la fontana. All’interno la Cappella dedicata a San Carlo Borromeo. Nel 1929 è costruita la nuova ala su via di Villa Giulia con una meridiana in alto sulla parete meridionale.

Tutto nasce nel 1561 quando, dopo la confisca dei beni degli eredi di papa Giulio II Del Monte da parte della Camera Apostolica, papa Pio IV Medici avoca a se la Vigna Bassa e fa costruire il palazzetto da Pirro Ligorio, l’architetto di Villa d’Este a Tivoli e della Casina di Pio IV in Vaticano. Nelle intenzioni del papa, sarebbe dovuta essere la residenza dei suoi amati nipoti: il conte Federico Borromeo e suo fratello il cardinale Carlo Borromeo. La palazzina che vediamo è realizzata intorno al preesistente ninfeo aperto che Bartolomeo Ammannati aveva costruito nella Vigna Bassa, alle spalle della fontana su via Flaminia detta la Fontana dell’Acqua Vergine. Al posto del ninfeo è realizzato il cortile, ancora esistente, che costituisce lo snodo delle due ali previste dall’architetto per accogliere i due fratelli: una su via Flaminia e l’altra, mai realizzata, su via Giulia Nova (oggi via di Villa Giulia).

Con la prematura morte di Federico e la decisione di Carlo di farsi prete e trasferirsi nella sua diocesi di Milano, il palazzo viene dato in dote alla sorella Anna Borromeo che sposa Fabrizio Colonna. La proprietà passa quindi a questa potente famiglia romana. Qualche anno dopo, Filippo Colonna, Duca di Paliano e Gran Connestabile del magnifico Regno di Napoli, imprime la sua firma sulla fontana sulla via Flaminia e inserisce le armi dei Colonna e le bandiere, ricordo della battaglia di Lepanto, a imperitura gloria della famiglia.

fl1-stipula-patti-lateranensiSeguirono anni di vicende alterne e un periodo di abbandono. La zona è soggetta alle periodiche inondazioni del Tevere e si formano delle paludi. Il palazzo è danneggiato dai cannoneggiamenti francesi del 1849. Durante la prima guerra mondiale il palazzo è requisito per scopi militari e purtroppo assai deturpato. Nel 1900, i Colonna lo vendono al cavaliere Giuseppe Balestra con tutta la proprietà di Monte Parioli e, dopo pochi anni, gli eredi del senatore lo rivendono a Ugo Jandolo che lo fa restaurare. Ugo Jandolo è un famoso antiquario romano, fiduciario a Roma di musei stranieri e ricchi collezionisti. Nel 1929, dopo la firma dei Patti Lateranensi, il palazzo viene acquistato dallo Stato Italiano per farne la nuova Ambasciata Italiana presso la Santa Sede.

Il piccolo giardino dell’Ambasciata è quello che rimane della Vigna Vecchia di papa Giulio, che si stendeva lungo via Flaminia da Villa Giulia alla chiesetta di Sant’Andrea del Vignola sotto le pendici di monte Parioli, sotto villa Balestra. Oggi, dove era l’antico giardino, sono stati costruiti la basilica di Sant’Eugenio, il viale delle Belle Arti e l’inizio di viale Tiziano.

Palazzo Borromeo, Soffitto della Cappela (oggi non visibile)In questa visita rivivremo numerosi personaggi che hanno vissuto in questo luogo una piccola parte della loro vita:

  • papa Giulio III, che nella stretta valle alle spalle del palazzo realizza una grande e splendida villa fuori porta, Villa Giulia,
  • Bartolomeo Ammannati, fiorentino, a cui papa Giulio affida la realizzazione della Fontana dell’Acqua Vergine
  • papa Pio IV dei Medici di Milano, che una volta eletto si trasforma urbanista di eccezione che in sei anni di regno da alla città un’impronta che ancora oggi percepiamo
  • Pirro Ligorio, antiquario e scenografo prima di essere architetto, entrato nella storia dell’arte con la Villa d’Este a Tivoli
  • Carlo Borromeo, “cardinal nepote” e segretario del papa a vent’anni, che, alla morte del fratello, lascerà la corte pontificia e condurrà a Milano una vita a fianco di poveri e bisognosi,
  • Marcantonio Colonna II, generale degli eserciti imperiali e ammiraglio della flotta papale vincitrice a Lepanto, dopo una vita “spericolata” in cui, tra l’altro, fu diseredato dal padre e scomunicato dal papa
  • il cavaliere Giovanni Balestra, che compra questa vasta proprietà ma va abitare sui terreni in alto, sul Monte Parioli, dove lascia il suo nome (Villa Balestra)
  • Ugo Jandolo, mercante d’arte, punto di riferimento a Roma di musei e ricchi collezionisti, che si innammora del palazzo in rovina, lo studia e lo restaura
  • Benito Mussolini, che volle fortemente il concordato con il Vaticano e ristabilire rapporti con la nobiltà nera romana che aveva chiuso i portoni del suoi palazzi agli italiani,
  • Cesare Maria De Vecchi, primo ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede e qudriumviro scomodo.

Per approfondire:  Visita al Palazzo Borromeo,  Palazzo Borromeo. Album foto

Pagine correlate:

Bibliografia:

  • Daria Borghese (a cura di), L’Ambasciata d’Italia presso la Santa sede Palazzo Borromeo ovvero la Palazzina di Pio IV, 2009, Umberto Allemandi & C.
  • Ugo Jandolo, Il palazzo di Pio IV sulla via Flaminia, 1923 (ristampa del 1989)
  • Giacomo Balestra, 1911

Nei dintorni: Via dell’Arco Oscuro, Fontana delle Conche, Palazzo del Notariato, Villa Poniatowski,

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