Piano Regolatore del 1931

Questa pagina delinea il Piano Regolatore di Roma del 1931.

Mappa d’insieme

Nel 1930 il Governatore, principe Boncompagni Ludovisi, nomina una Commissione per la redazione di un nuovo piano composta, tra gli altri, da Gustavo Giovannoni, Marcello Piacentini e Antonio Muñoz. Obiettivo è la massima utilizzazione dei suoli e del nuovo Piano Regolatore consente un notevole incremento dei volumi edilizi rispetto a quelli previsti dal precedente (Piano Regolatore del 1909) attraverso l’utilizzo di sei diversi tipi edilizi:

  • gli intensivi
  • le palazzine (le costruzioni di questi due tipi edilizi avrebbero dovuto ospitare oltre i tre quarti della nuova popolazione prevista dal Piano)
  • i villini
  • i villini signorili (superficie coperta: 1/6 del lotto, distacchi: 6 metri)
  • le ville signorili (superficie coperta: 1/15 del lotto, distacchi non inferiori all’altezza).
  • le case a schiera (nuclei di almeno sei alloggi, a due piani).

L’espansione residenziale è distribuita in tutte le direzioni. La crescita intensiva e prevalente avviene verso Est, tra la Salaria e l’Appia, dove tutte le aree libere sono destinate a intensivi o palazzine. A nord, la zona tra la Flaminia e la Salaria, che il Piano Sanjust destinava a “Giardini”, viene articolato in vari “Parchi Pubblici”, tra la Flaminia e viale Parioli, e in zone a “palazzine” nell’area tra viale Parioli e Villa Ada e via Salaria, sui terreni dell’ex Villa De Heritz. Ad Ovest, tra la Flaminia e la Portuense, l’edificazione è prevista soprattutto a villini. A sud, tra Testaccio e la Magliana, sono concentrate le aree destinate all’industria.

Numerosissime, le demolizioni previste nel centro storico.

Il meccanismo attuativo avviene attraverso i Piani Particolareggiati di esecuzione. In pratica redatti e approvati senza alcuna programmazione, quasi sempre con aumenti di edificazione. Assieme alla mancanza di effettiva struttura del Piano, ciò ha contribuito alla crescita disordinata, senza verde e congestionata, di molte parti della città consolidata.

Il piano inoltre prevede il riassetto del sistema ferroviario della città, con la trasformazione di Termini in una stazione di transito completamente sotterranea e la realizzazione di una stazione sud all’altezza del Mandrione e di una stazione nord nell’attuale Villaggio Olimpico, e vincola questa zona alla creazione di un parco pubblico, centrato su di un’imponente piazza della Stazione e attraversato da un viale che connette il Ponte XXVII Ottobre con viale Maresciallo Pilsudski e viale Tiziano, su cui si affaccia lo Stadio del Partito Nazionale Fascista.

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