Piazza Antonio Mancini

Piazza Antonio Mancini è una vasta area delimitata da lungotevere Flaminio e da lungotevere Thaon di Revel, in corrispondenza di Ponte Duca d’Aosta, e da viale Pinturicchio, occupata da un giardino, impianti sportivi, parcheggi e capolinea di bus.

Antonio Mancini (1852-1930) è stato un pittore romano famoso per alcuni quadri, come il Violinista e lo Scugnizzo.

Qui arriva il tram 2 la cosiddetta metropolitana leggera che percorre tutta la via Flaminia fino a piazzale Flaminio seguendo l’antico percorso dell’omnibus 25 (che allora costava 20 centesimi di lira) in servizio dalle 8.00 di mattina ad un’ora prima del tramonto. Su questo percorso fu inaugurata nel 1877 la prima linea tranviaria romana, il 18, con vetture scoperte e chiuse e posti di prima e seconda classe. I tram invertivano la marcia al capolinea semplicemente spostando i cavalli da una parte all’altra della vettura. Verso la fine dell’ottocento la linea fu elettrificata e nel 1937 fu inaugurata la prima linea di filobus.

Da un punto di vista urbanistico il tema della testata del ponte Duca d’Aosta nel quartiere Flaminio, cioè dell’attuale piazza Mancini, lasciato insoluto. Il ponte ribatteva il poderoso sistema assiale impostato sul punto di rotazione dello Stadio dei Cipressi (poi Stadio dei Centomila, poi Stadio Olimpico), e costituito dalla Fontana della Sfera, dal piazzale dell’Impero e dal Monolite Mussolini: era quindi necessario che sulla sponda opposta del fiume fosse realizzato un dispositivo urbano che ne concludesse l’impianto raccordandolo con il tracciato di viale Pinturicchio che, a sua volta, costituiva, con viale Guido Reni e viale del Vignola, uno degli assi del tridente impostato su piazza Gentile da Fabriano. Un sistema, questo, che fin dal Piano Regolatore del 1909 attendeva la costruzione di un ponte che lo collegasse con la zona di Prato Falcone e quindi con la testata meridionale del Foro, all’ altezza della Casa delle Armi di Luigi Moretti e della Foresteria Sud di Enrico Del Debbio. Dopo più di un secolo, quindi, la costruzione del Ponte della Musica (inaugurato nel 2011) ha permesso di realizzare una seconda connessione tra il quartiere Flaminio e il complesso del Foro.

Sarà invece necessario attendere trent’anni ed un nuovo evento sportivo di rilievo, i Campionati Mondiali di Calcio del 1990, per vedere una sistemazione di della piazza. La soluzione attuata, però, che ha eliminato il tracciato di viale Brunelleschi annullandolo in un informe giardino privo di qualunque respiro urbano e incapace di guardare al di là del fiume e di comprendere l’importanza di un sistema assiale al quale si frappone come una presenza casuale e imprevista.

Il rapporto tra il Ponte Duca d’Aosta, il lungotevere e la piazza rimane un problema aperto e ancora tutto da risolvere. Il nuovo Piano Regolatore inserisce l’area in uno degli “Ambiti di valorizzazione della Città storica” e si spera che la questione possa essere affrontata con la necessaria perizia progettuale. Il Comune, contro la volontà dei cittadini, punta a un nuovo edificio, sul lato verso il fiume, la cui costruzione (finanziata dal costruttore, permetterebbe di avere un grande parking interrato e, in superficie, aree verdi riordinate e curate.

Per anni, in questa piazza fu montato il “Teatro Tenda”, una struttura mobile con sedie, gradinate e palcoscenico, per un totale di 1500 posti a sedere coperti da un tendone, analoga a quella oggi montata in via Tor di Quinto.

Il soggetto di questa pagina è:

nella Mappa Flaminio 3 (Zona da via Guido Reni a Ponte Milvio)
nelle Piazze e slarghi e nei Parchi e giardini nel Municipio.

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