Piazza Pitagora

Piazza Pitagora è uno slargo di via Antonio Bertoloni, da dove si dipartono a sinistra via Antonio Stoppani e, a sinistra, via delle Tre Madonne, viale Bruno Buozzi e via Francesco Siacci, verso piazza Euclide.

MAPPA della Zona Pinciano 4 (da piazza Pitagora a piazza Euclide)

Sia via Stoppani che via Antonelli e via Buozzi sono strade tracciate con il piano regolatore del 1909, via Bertoloni invece corre sul tracciato di una strada antichissima: è la Salaria Vetus (antica) che da Porta Pinciana correva verso il clivus cucumeris, il colle dove oggi sorge villa Elvezia, per poi scendere all’Acqua Acetosa. Anche i primi metri di via Buozzi corrono su una strada antica: il vicolo delle Tre Madonne che seguendo l’attuale via delle Tre Madonne, proseguiva lungo il muro di cinta di villa Borghese (l’attuale via Aldrovandi) verso il vicolo del Muro Torto.

Per secoli qui c’era semplicemente un bivio e una osteria, la locanda delle Tre Madonne. Questo nome forse deriva da un edicola con tre immagini della Madonna che stava sul bivio. Mentre non vogliamo prestare attenzione a chi dice che questo nome deriva dalle tre signore che in questa locanda esercitavano il mestiere più antico del mondo. Qui il viandante poteva decidere se continuare dritto verso Porta Pinciana o scendere a destra lungo il vicolo delle Tre Madonne per entrare in città a Porta del Popolo. Il tracciato dell’antico vicolo è approssimativamente ripreso dalle attuali via delle Tre Madonne e via Ulisse Aldrovandi. Arrivato al vallone dietro i terreni di Villa Giulia, davanti agli attuali cancelli di Villa Borghese, il vicolo risaliva dritto la collina costeggiando il muro di cinta del Giardino del Lago (che una volta era il confine occidentale della villa) e raggiungeva il Vicolo del Muro Torto, seguendo il quale si poteva scendere lungo le mura fino a Porta del Popolo.

Piazza Pitagora fu realizzata nella metà degli anni ’30 del Novecento demolendo diversi edifici costruiti pochi anni prima (il Villino Carpegna per esempio) per creare un accesso al nuovo viale dei Martiri Fascisti, oggi viale Bruno Buozzi. Era Governatore di Roma, Giuseppe Bottai, un gerarca fascista illuminato, ministro dell’Educazione nazionale, che concepì l’Esposizione universale Roma (EUR) e volle una legge per la tutela del patrimonio artistico ancora in vigore, che ha lasciato nella storia della capitale un segno profondo.

Fino al 2000 la piazza era ingentilita da due elementi che ci costringevano ad alzare lo sguardo e guardare il cielo: al centro della piazza svettava un bellissimo pino, e in alto, in cima al palazzo Giorgi Alberti, all’angolo tra via Francesco Siacci e via Antonio Bertoloni, un’altana faceva intravedere nelle sue aperture il cielo azzurro. Oggi non è più così. Una notte il pino è rovinosamente caduto a terra e oggi il suo sostituto è ancora piccolo per fare ombra e il proprietario dell’altana, nell’ansia di sfruttare tutto lo spazio disponibile, ci ha negato il piacere di vedere il cielo attraverso di essa, trasformandola in un banale superattico.

Ma altre due trasformazioni segnano il profondo cambiamento avvenuto in queste parti negli ultimi decenni. Quella del distributore di benzina Esso all’angolo con via Francesco Siacci, che riforniva le macchine del quartiere e che è stato sostituito da un elegante negozio. Filippo, il gestore, fu sfrattato e costretto a trasferirsi a via Emilio de’ Cavalieri dove il suo distributore è ancora in servizio. Poi quella della scuola elementare Santa Elisabetta, l’edificio chiaro davanti a noi in viale Bruno Buozzi 6, qualche anno fa trasformata, dopo decenni di onorato servizio, in una lussuosa palazzina per uffici ed abitazioni. Molto movimentata è la vita del lotto accanto, all’angolo con via Bertoloni. Vi sorgeva la villa della Maharani di Baroda in stile moresco (da confermare) che fu sostituita con un villino che ospitava il convitto delle ragazze e che aveva a sua volta dovuto lasciare il posto alla moderna palazzina che è stata demolita per far posto ad una nuova costruzione. La scuola e il distributore testimoniano la vita che pulsava in questa piazza dove oggi, tra uffici, studi, ambasciate e residenze signorili, non c’è più posto ne per distributori di benzina ne per bambini vocianti.

Sul fronte di via Antonio Bertoloni ci sono alcune palazzine degli anni ’60. Quella all’angolo con via Antonio Stoppani è dell’arch. Renato Venturi, più avanti la sede di una associazione di categoria dei farmacisti la cui insegna è molto evidente all’attico.

La piazza in oggetto è considerata di “grande viabilità”, corrispondentemente la sua manutenzione è responsabilità dell’Unità Manutenzione Strade di Roma Capitale.

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