Storia del Ponte Milvio

Ponte Milvio è l’antico ponte romano su cui la via Flaminia attraversa il Tevere. L’aspetto generale che oggi ponte aveva vediamo è quello successivo ai restauri di Valadier sotto Pio VII.

Ponte Milvio è citato per la prima volta da Livio nel 207 a.C. in relazione alla battaglia sul Metauro in cui l’esercito di Asdrubale fu distrutto. Il nome del ponte potrebbe derivare dal primo costruttore, appartenente alla gens Milvia o dalla deformazione del nome del censore Aemilius Scauro che nel 109 a.C. lo ricostruì in muratura e pietre. Nel 27 a.C. non fu rifatto da Augusto quando restaurò via Flaminia ma, a conclusione dei lavori, furono eretti due archi commemorativi, con le immagini di Augusto, uno a Roma su Ponte Milvio e l’altro all’ingresso di Rimini. La costruzione sul lato settentrionale del ponte deriva da tale costruzione augustea.

Nel 312 d.C., nella battaglia tra Massenzio e Costantino in località Saxa Rubra, il primo, in ritirata verso Roma trovò la strada bloccata dai soldati di Costantino che avevano occupato il ponte e non gli rimase altra alternativa se non quella di gettarsi nel fiume, dove trovò la morte. Nel 536, durante la guerra gotica, sul ponte Belisario schierò i suoi soldati a difesa della città contro i Goti di Vitige ma essi, visto il numero dei nemici, nottetempo abbandonarono il ponte per difendersi dietro le mura.

Il primo restauro ebbe luogo nel 1149, per opera della municipalità di Roma. Ad esso fece seguito quello del 1336, per i danni provocati dagli Orsini. Nel 1429 ci furono i lavori di restauro di Francesco da Genazzano. Tre anni dopo, nel 1432, Eugenio IV dette incarico a Giovanni di Val Rubiano di effettuare lavori al fine di modificare il ponte per renderlo sicuro in vista dell’avvenimento del passaggio del fastoso corteo che accompagnava Sigismondo di Lussemburgo, re di Germania, Boemia e Ungheria, a Roma per l’incoronazione. La piccola luna sull’angolo destro in basso è un omaggio al Cardinal Silvio Enea Piccolomini che divenne papa Pio II. Nel 1450 Niccolò V diede il via a numerosi restauri proseguiti fino al 1457 da Callisto III. Nella torre c’è uno dei pochi stemmi di Callisto III, insieme con lo stemma di suo nipote Cardinal Rodrigo Lenzuoli Borgia che divenne Papa Alessandro VI. Nei secoli il ponte ebbe diversi affidatari spesso autorizzati dal papa a chiedere il pedaggio, e vide numerose volte il popolo romano andare incontro al papa che tornava a Roma dopo essere fuggito o personaggi illustri (Carlo Magno, per esempio, o Cristina di Svezia nel 1655).

Nel 1642 … Bessarione … Un piccolo cimitero sorge davanti al Ponte, intorno alla statua di Sant’Andrea (Cimitero di Ponte Milvio).

Nel 1638 Dall’altra parte del ponte dovevano essere sistemate le statue dei protettori di Roma: San Pietro e San Paolo. Una volta realizzate da Francesco Mochi, le statue furono però dirottate ad ornare la facciata esterna di Porta Flaminia e allo stesso scultore furono commissionate le statue del Cristo e di San Giovanni Battista nel momento del battesimo che furono lì fino al 1956, quando gli originali sono riparati nel museo di Roma di palazzo Braschi e sostituite da copie (vedi Statue sotto la torre di Ponte Milvio).

Nel 1805 fu riparato nuovamente, dopo una intemperanza del Tevere, per onorare papa Pio VII, ritornato a Roma da Parigi, dopo l’incoronazione di Napoleone. Le operazione di restauro furono affidate a Giuseppe Valadier che tolse i due ponti levatoi in legno sostituendoli con degli archi in muratura e realizzò l’elegante torre-arco di trionfo, la piazza e l’edificio dell’osteria.

Nel 1849 i garibaldini, allo scopo di ritardare l’entrata verso Roma delle truppe francesi, distrussero una parte dell’arco e la pavimentazione del ponte. Una lapide posta nel passaggio del torrione nel 1931 ricorda l’accaduto. Le riparazioni furono eseguite dall’architetto Francesco Azzurrini per incarico del governo pontificio. In quella occasione Pio IX fece aggiungere, dalla parte della città, sulla sinistra la statua dell’Immacolata scolpita in travertino da Domenico Pigiani e sulla destra la statua scolpita nel 1731 da Agostino Cornacchini che raffigura San Giovanni Nepomuceno.

Nell’Ottocento, Lì si dipartiva un viale alberato, viale Angelico, che attraversando i Prati di Castello (da cui l’attuale nome del quartiere Prati) portava direttamente in Vaticano.

Nel 1893, resti di imponenti strutture furono visti sulla sponda sinistra del Tevere, a monte ed a valle di ponte Milvio. A 300 a valle del ponte fu rinvenuto il lato di un edificio in opera reticolata lungo m 70 circa con orientamento parallelo al fiume, probabilmente un magazzino legato alle attività del trasporto fluviale.Una banchina fu scoperta a monte di ponte Milvio nel 1982: in blocchi di tufo dell’Aniene con margine esterno in travertino, esso congiungeva la sponda del fiume con il primo pilone in acqua e si completava con una struttura analoga a valle.

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