Battaglia di ponte Salario

Nel 537 d.C. si svolge presso Ponte Salario uno scontro violentissimo tra i Goti di Vitige e i bizantini di Belisario.

Pochi mesi prima, il comandante bizantino Belisario, proveniente da Napoli, era entrato trionfalmente a Roma attraverso porta Asinaria (nei pressi dell’attuale porta S. Giovanni), mentre i Goti di Vitige fuggivano a Nord, uscendo da porta Flaminia (l’attuale porta del Popolo). La conquista di Roma da parte dei Bizantini (che si consideravano Romani), dopo sessant’anni dalla caduta di Romolo Augustolo (476 d.C.), rende finalmente reale il sogno dell’imperatore bizantino Giustiniano .

Tra dicembre e febbraio Belisario si dedica al restauro delle mura aureliane, in alcuni tratti molto danneggiate, mentre Vitige torna a Ravenna. Nella sua opera di rafforzamento delle strutture difensive Belisario fortifica anche alcuni ponti, e tra essi ponte Salario, un’antico ponte di epoca repubblicana (o forse addirittura più antico) che consente l’attraversamento del fiume Aniene. Il ponte è dotato di una torre merlata e di due massicce porte lignee.

Dopo essersi riorganizzato il re dei Goti decise di riprendersi Roma e arriva a Roma scendendo dalla via Salaria. Alla vista dei Goti la guarnigione a difesa del ponte fugge, senza avvertire le milizie bizantine del pericolo incombente.

Quando il mattino seguente Belisario è avvertito e corre verso il ponte, con un manipolo si cavalieri, Goti lo hanno appena attraversato. Nello scontro i cavalieri Goti, individuato il comandante bizantino cercano in tutti i modi di abbatterlo, tuttavia, sia Belisario sia il cavallo, entrambi coperti dall’armatura, escono illesi dallo scontro. I combattimenti all’arma bianca proseguono con alterne fortune fino a notte inoltrata, quando finalmente Belisario rientra in città da porta Salaria.

Testo tratto da un articolo di Marco Gradozzi, pubblicato su http://marcogradozzi.blogspot.co.uk/, che ringraziamo.

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