Quartiere di Villa Patrizi

Una splendida villa sorgeva appena fuori alle Mura Aureliane a Porta Pia, tra via Nomentana e Castro Pretorio, Villa Patrizi.

Fu distrutta per far posto al Ministero dei Lavori Pubblici e al Palazzo delle Ferrovie.

Dalla lottizzazione del giardino della villa, chesi estendeva fino all’attuale viale Regina Margherita, nasce il Quartiere di Villa Patrizi, il primo quartiere di Roma destinato a uno specifico tipo edilizio, il villino.

Alla fine del 1920 il quartiere di Villa Patrizi, si può considerare completato e la sua realtà può assumersi come testimonianza rappresentativa dello sviluppo di quarant’anni di prassi progettuale dell’architettura romana, in particolare negli edifici residenziali borghesi dello stato liberale italiano.

In un clima culturale costantemente in bilico tra scelte moderniste di rinnovamento estetico o di conservazione delle tendenze formali, d’apertura e adesione agli influssi delle esperienze internazionali o di riflusso sui caratteri nazionalistici e ispirazione agli stili del passato, si viene a definire una produzione architettonica in grado di rappresentare esigenze funzionali, economiche e di rappresentanza del ceto borghese cui gli edifici sono destinati.

La continua rielaborazione–combinazione dei linguaggi rappresenta in definitiva il carattere peculiare dell’architettura romana negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento. Al concetto di stile si sostituisce progressivamente quello di gusto, un senso di bellezza inteso come decorazione, in cui attraverso l’applicazione dei partiti ornamentali si conferisce alle abitazioni urbane l’immagine più aggiornata e corrispondente alla moda del momento.

Per approfondire: il-quartiere-di-villa-patrizi

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