Storia del Quartiere Flaminio dal 1960 a oggi

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Con le Olimpiadi del 1960 è urbanizzata l’area pianeggiante tra via Flaminia e villa Glori, occupata dalla baraccopoli di Campo Parioli. E’ innalzato il Palazzetto dello Sport ed edificato un intero quartiere: il Villaggio Olimpico, attraversato dal viadotto di corso Francia.

Tali realizzazioni interessano il quartiere Flaminio solo marginalmente, per la stretta vicinanza del quartiere con gli spazi aperti e i principali edifici sportivi del nuovo complesso. Sia il Palazzetto dello Sport che lo Stadio Flaminio, infatti, sono posizionati lungo viale Tiziano, vicinissimi alla via Flaminia, in fondo a via Guido Reni, nei pressi di piazza Apollodoro, il primo e in fondo a viale del Vignola, a piazzale Ankara, il secondo. Inoltre, il quartiere è legato al Villaggio Olimpico solo dal prolungamento di via Guido Reni (l’attuale viale de Coubertin) e da un modesto giardino a largo Jacometti, davanti al viale della XVII Olimpiade.

Per il resto, fino al 1960 e oltre, nel quartiere sono eseguiti il tracciamento e l’edificazione degli isolati tra via Martino Longhi, via Flaminia e viale Pinturicchio, sono completati i tratti ancora incompiuti delle quinte di viale Pinturicchio (valga per tutti il caso dell’edificio in linea tra via Pannini e piazza Gentile da Fabriano di Ugo Luccichenti, del 1949-50 ??) e furono saturati con palazzine i lotti tra la Flaminia e viale Tiziano. Lasciando sempre irrisolta la situazione di piazza Mancini davanti al Ponte Duca d’Aosta.

Nella stessa occasione, assieme al Villaggio Olimpico, è completato il nuovo asse d’ingresso da Nord in sostituzione della Flaminia, il nuovo viadotto del corso di Francia e il suo innesto direttamente sul viale dei Parioli ( già realizzato col piano del 1909 e poi denominato viale Maresciallo Pilsudski) fa sì che tutto il Tridente Flaminio, da Ponte Milvio a piazzale Manila, sia escluso della direttrice di penetrazione verso la città

Contemporaneamente, al Foro Italico lo slargo denominato via Morra di Lavriano tra il Prato Falcone, la Foresteria Sud e la Casa delle Armi, sulla riva opposta a piazza Gentile da Fabriano, rimaneva abbandonato tra l’innesto del lungotevere Cadorna sulla circonvallazione Clodia e la nuova via Olimpica più a monte a cui era stato demandato, sempre tra il 1955-60 e ancora in sostituzione della Flaminia, il ruolo di attraversamento della città verso i quartieri Sud-Ovest.

Trent’anni dopo le Olimpiadi, i Mondiali di calcio del 1990 sono stati determinanti per il quartiere, con due iniziative che hanno contribuito al suo ulteriore isolamento dal resto della città:

  • la sistemazione a giardino di piazza Mancini, che ha risolto con sistemazioni a terra l’innesto dell’asse di Ponte Duca d’Aosta sui lotti inedificati tra viale Pinturicchio e il fiume, rinunciando ad affrontare il tema dell’asse trasversale all’intersezione di lungotevere Flaminio con lungotevere Thaon di Revel
  • la realizzazione della cosiddetta metropolitana di superficie tra piazza Mancini e piazzale Flaminio, il tram 2, che serve la quasi totalità del percorso lungo la via Flaminia. E proprio le barriere architettoniche costituite da binari, banchine e parapetti di protezione e soprattutto dagli attraversamenti rarissimi della linea hanno determinano molte difficoltà di penetrazione all’intero abitato nell’ansa del Tevere fino a piazza Gentile da Fabriano soprattutto dal Villaggio Olimpico e dai Parioli.

In seguito, il quartiere è considerato nuovamente nella sua interezza dal piano quadro redatto nel 1992 per il Comune di Roma da un gruppo coordinato da D. Gatti, De Sanctis. Centro del progetto è ancora una volta il desiderio di collegare il quartiere con la città, realizzando i ponti previsti dal Piano Regolatore del 1909 ma non costruiti da piazza Gentile da Fabriano alla circonvallazione Clodia e da via Fracassini a via Monte Zebio. Tutto ciò allo scopo di recuperare dall’isolamento l’intera zona, che avrebbe visto, grazie all’asse formato da viale Reni e via de Coubertin, un percorso ininterrotto con direzione ovest-est tra il Foro Italico e il quartiere Prati e il Villaggio Olimpico e i Parioli. In tale piano inoltre, future stazioni della metropolitana sono localizzate a piazza Maresciallo Giardino e in via de Coubertin in angolo con corso Francia, di fronte al Villaggio Olimpico.

Nel 1994 inizia la costruzione dell’Auditorium che è inaugurato nel 20… Durante i lavori vengono alla luce i resti di una grande villa suburbana che è stata inserita nel nuovo complesso grazie ad una variante del progetto che ha permesso la valorizzazione degli scavi e la creazione di un piccolo museo archeologico (Villa Romana dell’Auditorium).

Nel 2010 in via Reni è inaugurato il MAXXI, nella ex caserma Montello in via Reni, e, nel 2011, il Ponte della Musica, che collegare la sponda opposta del Tevere e creare una sinergia tra l’area vocata allo sport (Foro Olimpico) con quella vocata all’arte. Ulteriori e interessanti sviluppi sono attesi dalla smobilitazione di numerose aree militari in via Guido Reni (Città della Scienza) a dalla sistemazione di piazza Mancini.

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