Spiagge al Flaminio

fl2-spiaggia-davanti-largo-antonio-sartiLungo la riva sinistra tra ponte Milvio e Ponte Risorgimento, lungo l’attuale Lungotevere Flaminio, da sempre si è estesa una lingua di sabbia fluviale che costituiva l’arenile più bello di tutto il Tevere nella zona di Roma.

Nei secoli, la gioventù’ romana ha sempre mostrato una spiccata tendenza a immergersi nelle acque. Con la caduta dell’impero, le terme vanno in disfacimento e in una città povera d’acqua, l’antica passione per i bagni risorge con il Rinascimento e prende piede nei secoli successivi. Ma il progressivo tramutarsi estivo delle rive tiberine in una vera e propria stazione balneare è ritenuto dalle autorità ecclesiastiche pericoloso e impudico e fioccano editti papali con tanto di ammende e pene severe pero i trasgressori.

Comunque, nel secolare duello fra monsignori e fiumaroli, ha finito per aver partita vinta il buonsenso, tant’è vero che sotto papa Gregorio XVI (1831-1846) è riconosciuto il diritto al bagno a fiume, pur nelle dovute modalità. Il governo di papa Pio IX, affinché i romani potessero giovarsi dei bagni del Tevere, salve la sicurezza personale e la pubblica decenza, emanava nel 1855 un’ordinanza più conciliante e permissiva dei precedenti editti. A partire da allora, alle porte dell’estate, ogni anno è affissa agli ingressi delle capanne balneari un’ordinanza che proibiva la balneazione al di fuori degli appositi stabilimenti. fl3-spiaggia-polverini-2A dispetto dei divieti, tuttavia, i romani, soprattutto i più giovani, non rinunciano al richiamo del fiume, incuranti dei regolamenti e delle eventuali sanzioni.

A inizio Novecento le spiagge iniziano dall’Albero Bello (lungotevere Flaminio), dove arrivano i Muraglioni del Tevere ancora in costruzione, fino ai Sassi di San Giuliano (Villa Glori) e un nome che ancora aleggia nei ricordi dei vecchi del Tevere è la spiaggia dei Polverini. E’ sulla riva sinistra, dopo Ponte Milvio, ed è caratterizzata da una spiaggia di sabbia bianca e finissima.

La spiaggia Polverini inizia ad essere frequentata dai romani nel 1895, quando i cantieri dei Muraglioni del Tevere stanno distruggendo tutte le spiagge che esistevano a Roma (basti pensare alla mitica Renella giù a Trastevere), e vive fino agli anni Trenta, quando concessioni date dal demanio a iniziative pubbliche e private occupano stabilmente le rive e sfrattano fiumaroli e bagnanti.

Altre spiagge tiberine sono allora molto frequentate, soprattutto dai più giovani: Albero Bello, poco prima dell’attuale Ponte Risorgimento, quella davanti all’attuale largo Antonio Sarti, la Spiaggia Severino, a poco meno di trecento metri più a nord, e l’Isola dello Zibibbo vicino all’attuale Ponte Duca d’Aosta che si chiamava così per via di una piattaforma sull’acqua così estesa da sembrare un’isola. Sia Polverini che Severino e Zibibbo sono nomi di vecchi fiumaroli che si adattano in quegli anni a trasformarsi in gestori di stabilimenti balneari. E’ una stagione ” mitica”, in piena sintonia con la storia profonda della città, in cui i romani fanno quello che hanno sempre fatto dalla notte dei tempi: fare il bagno a fiume.

fl2-spiaggia-severino-1838Per tutti gli appassionati del fiume l’anno più brutto è il 1932, quando a tutti è intimato di andarsene per far posto ad una colonia estiva fascista. Sia i fiumaroli che i loro clienti con qualche soldo in tasca si spostano sui barconi dei dopolavoro e dei circoli, altri frequentano la chiatta de Er Ciriola, la barca di un pescatore di anguille che si cerca di sostituire la spiaggia Polverini.

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