Alle origini del Nomentano

La Passeggiata Roma2pass NO31 “Alle origini del Nomentano. Due passi da via Bari a viale XXI Aprile”, un itinerario urbano, che ci permette di parlare della nascita del quartiere Nomentano ed esplorare questa parte del quartiere, tra Piazza Bologna e Villa Torlonia.

MAPPA NOMENTANO 3 della Zona Nomentano 3 (Quartiere Italia)
MAPPA NOMENTANO 4 della zona Nomentano 4 (piazza Bologna)

Questo itinerario si chiama così perché inizia dagli edifici delle Ferrovie dello Stato a via Bari che sono le prime costruzioni del quartiere Nomentano.

L’itinerario inizia in via Bari 20, davanti all’imponente palazzo del Dopolavoro ferroviario, e percorrere un percorso rettilineo lungo via Rovigo, via di Villa Massimo e via Giovanni Battista de Rossi, fino ad arrivare a largo XXI Aprile e viale XXI Aprile, dove si conclude.

Da lì con (eventualmente con due fermate di autobus), ritorneremo al punto di partenza.

L’itinerario è lungo meno di 1 km e presenta un dislivello minimo. Non è previsto l’ingresso in nessun ambiente chiuso.

Il quartiere è previsto nel Piano Regolatore del 1909 come espansione residenziale borghese, insieme a Prati – Delle Vittorie e Appio – Tuscolano (si noti la similitudine dei tessuti a raggiera generati da Piazza Mazzini e Piazza Re di Roma) e fu realizzato per soddisfare le esigenze abitative del ceto medio, su cui poggiava il consenso del regime. In effetti il Nomentano si sviluppato sostanzialmente tra le due guerre, durante il fascismo, che lo eleva a modello di modernità urbanità.
Il quartiere nasce tra tre preesistenze profondamente diverse tra di loro: la prestigiose ville sulla via Nomentana (a partire da Villa Torlonia e villa Massimo), la nuove realizzazioni del regime (la Città Universitaria, il Policlinico e i due grandi palazzi a ridosso delle mura aureliane, oggi Ministero delle Infrastrutture e Ministero dei Trasporti) e i quartieri popolari di Roma Est (San Lorenzo, Tiburtino, Pietralata). Al centro, a dominare tutta la zona, Piazza Bologna, con l’ufficio postale di Mario Ridolfi, da cui si dipana un tessuto a raggiera che si stempera a nord ovest e a sud ovest con la rete stradale dei villini tardo ottocenteschi di via Nomentana e di viale Regina Margherita.
Nella Passeggiata in esame, partiamo da una tipica espressione del regime: il grande complesso del dopolavoro Ferrovieri realizzato da Angiolo Mazzoni del Grande, con l’imponente teatro Italia (per un lungo periodo cinema Universal) su via Bari. Lungo via di Villa Massimo, dietro Villa Torlonia, vediamo significative esempi di residenze alto borghesi, tra cui un brillante esempio di “palazzina romana” di Mario Ridolfi. Dopo essere passati davanti all’Accademia di Villa Massimo, a passeggiata su conclude su viale XXI Aprile, davanti alla Caserma della Guardia di Finanza e al Palazzo Federici, grande complesso edilizio realizzato da Mario De Renzi che spicca per qualità architettonica ed innovazione tipologica. Non a caso, questo maestoso blocco è stato scelto da Ettore Scola per l’ambientazione del film “Una giornata particolare” dove è resa magistralmente il coinvolgimento della maggioranza della popolazione alle imprese del regime e il disinteresse di altri.

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