Quartiere Salario

stabilimento della Birra Peroni in piazza Alessandria.
Le prime attività edilizie sulle nuove lottizzazioni fuori delle Mura Aureliane, iniziarono nell’area esterna a Porta Pia e Porta Salaria già nell’ultimo ventennio del XIX secolo, ma fu solo con il piano regolatore del 1909 che nacquero i nuovi quartieri, che vennero poi resi ufficiali nel 1921.

E’ così delimitata e chiamato quartiere Salario l’area che si estendeva tra la via Salaria e la via Nomentana, dalle Mura Aureliane all’Aniene. Successivamente, nel 1926, venne istituito un nuovo quartiere, il XVII denominato Savoia (Trieste, dopo la guerra), suddividendo il territorio del Salario lungo viale Regina Margherita. Da quel momento in poi il quartiere Salario ha assunto la forma di un piccolo trapezio, confinante con il quartiere Nomentano ad est, il quartiere Trieste a nord, il quartiere Pinciano ad ovest e con il rione Sallustiano a sud.
Questo quartiere fu creato con distruzione di antiche preesistenze, di orti, di vigne e di ville che facevano corona a Villa Albani (Villa Capizzucchi, per esempio, ormai completamente scomparsa sotto gli edifici di via Alessandria). Tranne il Mausoleo di Licinio Peto, ritrovato sotto terra, nessuna traccia rimane dei sepolcri presenti nel primo tratto della via consolare fuori le mura.
In principio fu lottizzato il terreno compreso tra Via Nomentana e Via Nizza (l’antico vicolo della Fontana) secondo un tracciato ortogonale rispetto al Viale Regina Margherita, poi sorsero i complessi disposti a raggiera intorno all’attuale Piazza Alessandria, così come intorno a piazza Buenos Aires (Piazza Quadrata); il risultato è stato un compatto complesso di palazzoni di fine Ottocento / primi del Novecento, dove l’archeologia industriale ha lasciato tracce consistenti nello Stabilimento della Birra Peroni, la cui costruzione, iniziata dall’architetto Gustavo Giovannoni nel 1907, si estese successivamente in vari lotti contigui fino a Via Nizza. Attualmente il complesso costituisce in parte il Museo d’Arte Contemporanea di Roma (MACRO).
Successivamente furono saturate le aree ancora libere a ridosso della Villa Albani tra via Nizza e via Savoia con fabbricati piuttosto ridondanti di stucchi, maschere e lesene, esempi di barocchetto romano di cui il citato architetto Gustavo Giovannoni è stato uno dei più importanti esponenti.
Lo stemma del quartiere è “d’azzurro al palo d’argento, col sole sorgente d’oro”.
Il nome del quartiere deriva dalla Via Salaria, chiamata così dagli antichi Romani per il trasporto del sale da Ostia fin nella Sabina. La toponomastica attiene ai nomi di alcuni dei caduti alla breccia di Porta Pia il 20 settembre 1870, di vari capoluoghi di regioni e province italiane, di denominazioni locali, di numerosi fiumi italiani, di una città straniera, di un musicista (Benedetto Marcello), della regina Margherita e della famiglia regnante (Savoia).
Per approfondire:
Nascita del quartiere Salario,
26 finestre su via Alessandria, la storia dei luoghi la fanno le persone, un’interessante raccolta di ricordi di residenti e commercianti di via Alessandria.
Il soggetto di questa pagina è :
relativo alla Zona da corso d’Italia a Villa Albani (zona Salario 1) e alla zona tra via Salaria e viale Regina Margherita (zona Salario 2)
nell’elenco dei dei Quartieri e altre aree del Municipio.

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