VIP che hanno abitato tra via Nomentana e via Salaria

“VIP che hanno abitato tra via Nomentana e via Salaria, da Mussolini in poi” è un articolo di Maria Laura Rodotà, pubblicato sul Corriere della Sera.

Non è come visitare Beverly Hills con la mappa delle case delle star; ma insomma, è in città ed è gratis. Si può creare il proprio percorso ciclo-cultural-politico, oppure affidarsi al sincretismo dei siti web; da cui si apprende che «numerose personalità di spicco hanno abitato il quartiere Trieste, come Mussolini, Badoglio, Ciano, Veltroni, Fini, Bertinotti, Ciampi, oltre a diversi artisti». Da Luchino Visconti a Natalia Ginzburg, da Luigi Pirandello a Enzo Siciliano, da Vasco Pratolini a Vittorio Gassmann.

La popolarità del bel quartiere medioalto è controbilanciata dalla generale convinzione che sia zona noiosa (“sto al quartiere Trieste, ‘na tristezza”, sintetizzava una colf straniera nel film Le finte bionde). È l’idea che tanta parte delle élites intellettuali italiane viva o sia vissuta lì forse spiega molte cose. Certi perbenismi, certi tinellismi, certi autocompiacimenti, certi servilismi strumentali. Un certo sbraco borghese non troppo creativo. Una classe creativa non proprio on the road, caso mai on the pastarelle, la domenica, a corso Trieste da Marinari.

Poi, vabbe’, è una bella gita. Si può partire da viale Regina Margherita-Piazza Galeno, scendere tra i villini di via Antonio Musa e girare a sinistra in via Lazzaro Spallanzani, e da lì, a destra, entrare a Villa Torlonia (lì abitava Mussolini; Bertinotti è sull’altro lato della Nomentana; anche Fini – come prima di lui Pirandello – era sulla Nomentana (ora vive altrove) e Edoardo Vianello è ancora lì.

Uscendo all’altezza di via Alessandro Torlonia, si traversa via Nomentana e si entra a Villa Paganini. Si esce tra i villini novecento di via delle Isole, si va a destra in via degli Appennini (dove stava Vittorio Gassman con Shelley Winters), si dà un’occhiata a via Capodistria (dove vive Dario Argento). Si gira a destra in viale Gorizia e poi a sinistra in via Aquileia (dove abitava Eduardo de Filippo) e via Tolmino (dove stava Vasco Pratolini), arrivando a corso Trieste (lì ha vissuto per un periodo Natalia Ginzburg) da via Gradisca. Si pedala con cautela (anche il Trieste è quartiere di portatori di SUV) fino a piazza Trasimeno, dove c’è il Giulio Cesare, unico liceo italiano con canzone pop omonima (di Antonello Venditti). Si sale in via Adige, si va a destra per via Agri e via Benaco, via Ceresio, e a sinistra in via Crati e via Nera.

E si arriva in via Salaria; di fronte all’ingresso di Villa Ada c’è una villotta più piccola, che era di Luchino Visconti (Villa Visconti). Si lascia subito la Salaria perché si tiene alla vita, si va a sinistra e si ammira un altro vecchio palazzotto con giardino (Palazzina Filomarino). Nella quieta e graziosissima via Arbia, forse a causa della banalità del male, abitava durante la guerra il boia delle Fosse Ardeatine Herbert Kappler. Per non chiudere male la gita, meglio pedalare in via Fogliano, via Lariana, via Chiana e a destra per via Tagliamento. Dove ha vissuto per un anno il meno banale dei registi tedeschi, Rainer Werner Fassbinder; che col quartiere c’entra poco ma dà un tono all’ambiente, diciamo così.

NdR. aggiungiamo anche noi qualche altro nome: Margherita Buy al quartiere Coppedè; Paolo Villaggio dalle parti di Villa Ada, così come Milena Vukotic; Joaquìn Navarro Valls a via Tevere; Laura Morante a via Taro, Lino Banfi a piazza Bologna, etc. etc.

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