Scuola di Arte Educatrice

La Scuola di Arte Educatrice è nelle Mura Aureliane in via Campania 10. Fondata a Roma nel 1890 dal pittore e ceramista Francesco Randone, detto il Maestro delle Mura, è in funzione dal 1890.

Nel 1890, Francesco Randone (1864-1935) è un pittore di ventiquattro anni, sposato con una figlia e ottiene dal Ministro della Pubblica Istruzione di potersi stabilire in una delle tante torre incustodite e degradate delle Mura Aureliane. Ne avvia il restauro e lì inizia a ricevere gratuitamente degli allievi da educare all’arte e alla ceramica secondo un personale metodo di insegnamento.

L’intento dichiarato di Randone è di educare l’animo dei giovani attraverso un programma semplice e rivoluzionario al tempo stesso: “insegnare quanto non si insegna nelle scuole pubbliche”, ossia: gentilezza, diretto contatto con la natura, dalla quale trarre ispirazione, strumenti e insegnamenti. Molti anni dopo il Maestro così ricorda quegli anni: “Alla torre XXVII, nel 1890, compilammo finalmente il programma per i primi tre scolaretti delle Mura. Esso diceva: nessuna differenza esisterà tra i diversi bimbi. La carta, le matite, la creta, saranno per tutti uguali. Per nessuno il premio materiale, tangibile, che differenzia, divide: per tutti la stessa idea cara, religiosa: seguire la linea del cipresso per avvicinare l’azzurro magnifico del cielo!”

Nel 1894 il Ministro della Pubblica Istruzione, Guido Baccelli affida a Randone le torri XXXIX e XXXX delle mura aureliane, con accesso in Via Campania 10, e qui viene trasferita la scuola. In ricordo di quest’evento viene piantato vicino alla porta d’accesso il cipresso che possiamo vedere ancor oggi, albero caro al Maestro perché portatore del messaggio simbolico a lui caro. Il nome di Scuola di Arte Educatrice nasce in quell’anno.

Le antiche pareti di mattoni degli ambienti interni alle due torri e del camminamento intermedio sono in parte coperte da intonaco del 1672 quando questi ambienti erano stata sistemati a studio privato del Cardinal Federico Borromeo, (Milano 1617-Roma 1673), quasi un porto sereno per lui, dopo una vita spesa in faticose trattative tra nazioni avverse (Francia e Spagna) e contrarietà nella Curia Romana (una lapide di questo cardinale è oggi sulla via Flaminia, sopra la Fontana delle Conche).

Oggi sull’intonaco sono disegnati simboli e scritte della scuola, l’arredo è quello della scuola e nelle vetrine ci sono i materiali per le lezioni. Soprattutto terrecotte, ceramiche, campioni di crete e un modello plastico delle mura allo stato attuale. Le torri vicine non hanno più la camera superiore e perciò non superano l’altezza dei camminamenti di collegamento. Queste perdite sono dipese in parte da azioni belliche, ma molto dall’abbandono per lunghi periodi e anche da soluzioni sbrigative di “restauro”. Nel gennaio 1826 per esempio la cupola della torre gemella ad ovest minacciava di cadere sulle serre di fiori della villa Boncompagni Ludovisi addossate alle mura e le autorità, evitando di sentire il parere di archeologi allora attivi a Roma, come Carlo Fea e Antonio Nibby, ne decisero la demolizione immediata. Con il materiale di risulta furono costruiti gli attuali speroni di muratura in basso visibili in via Campania e le serre di fiori furono trasferite in alto all’interno del camminamento di ronda.

Nel 1906 il metodo scolastico di Randone suscita l’interesse di Maria Montessori che ne riprende alcuni elementi nelle sue pubblicazioni.

Nel 1914 viene fondata una seconda sede della Scuola al Pincio. La Scuola prosegue ininterrotta fino ai giorni nostri, anche dopo la scomparsa di Randone, animata dalle sue figlie e, successivamente, dalle nipoti.

Sito ufficiale: www.arteeducatrice.it

Nei dintorni: Corso d’Italia,

I commenti sono chiusi