Francesco Randone

Francesco Randone, pittore, ceramista studioso delle mura romane, è attivo a Roma dalla fine dell’Ottocento agli anni Trenta del Novecento. E’ detto detto il Maestro delle Mura, perchè abitava nelle Mura Aureliane e lì aveva aperto la Scuola Gratuita di Educatrice.

Francesco Randone nasce a Torino nel 1864. Pochi anni dopo la madre muore e si trasferisce a Roma con il padre, nominato sottosegretario del Ministero di Agricoltura Commercio e Industria. Frequenta l’Accademia di Belle Arti senza terminare il regolare corso di studi, poiché preferisce apprendere le tecniche del mestiere con lezioni private presso il pittore Domenico Bruschi. Dai suoi diari – noti con il nome di Memoriali delle Mura – si hanno le prime notizie sul suo operato: prima pittore poi disegnatore anatomico presso la Reale Università di Roma, ma la sua passione è la terracotta.

I suoi primi lavori in ceramica sono ritratti dipinti su piatti o vedute simili a un quadro, spesso arricchito anche da una elaborata ornamentazione sulla tesa, che contiene anche un titolo esemplificativo, o un breve motto, sull’esempio della ceramica cinquecentesca italiana. Tutte opere non lontane dallo spirito nel quale si esprimono altri ceramisti a lui contemporanei.

Giovanissimo Francesco Randone incontra Marie Louise Fontaine (Annecy de Savoie 1862 – Roma 1945), la compagna della sua vita. Nel 1888 nasce Yris, la prima figlia, alla quale seguiranno Honoria, Orithia, Hurania, Lucilla, Saturnia e Belisario.

Nel 1890 va ad abitare nella Torre XXVIII delle Mura Aureliane dove inizia, gratuitamente, a ricevere giovani allievi. Nel 1894 viene nominato Conservatore delle Mura dal Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli. Da quell’anno elegge a propria dimora la Torre XXXIX ad est del Tevere, nel quartiere Ludovisi, dove prosegue la scuola che viene battezzata Scuola Gratuita d’Arte Educatrice.

Adotta il nome di Maestro delle Mura e nelle ceramiche si firma “Pater” mentre le sue figlie erano note con l’appellativo di “Vestali delle Mura”, o anche come le “rondinelle”. Nelle fotografie d’epoca, indossano con civetteria i loro abiti da lavoro o, nei rari momenti di tempo libero, eleganti pepli con stoffe decorate a mano con ampi cappelli e mantelli.

Da allora il Maestro si dedica con passione anche alla manutenzione delle Mura Aureliane. Lui infatti conosce bene la storia delle mura di Roma, da quelle arcaiche in blocchi di tufo intorno al Campidoglio, a quelle di mattoni dell’imperatore Aureliano e la conoscenza dei materiali costruttivi gli permette di riconoscere con un colpo d’occhio le modifiche e le aggiunte. Nel 1913, quando iniziano i lavori di restauro e consolidamento della torre dove abita, mura nelle fondamenta un bucchero appositamente creato.

Nel 1895 decide di edificare sulle Mura la prima grande fornace (oggi non più esistente) per cuocere maiolica e terraglia. A questa seguono altre due di minori dimensioni con cui inizia le prove per realizzare i buccheri, che ottiene intorno al 1902, dopo una ricerca più che decennale. I buccheri completamente neri, sono un impasto artificiale leggerissimo e lucido dall’aspetto metallico, con cui produce oggetti con una minuta decorazione incisa o impressa.

Tutti i figli e spesso i generi lo affiancano nella conduzione della fornace e della scuola e ancora, quando fonda la rivista Cronache d’Arte educatrice nel 1923 fino al 1930, nella decorazione delle sue pagine e nella scrittura degli articoli. Nel 1898, il Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli crea per i Randone il motto: “Familia Randonia artem excersens figulinam in Belisarii moenibus“. Nel 1909, a suggellare l’impegno delle prime tre figlie nell’attività di famiglia, il ceramista crea un manifestino pubblicitario dando loro il nome di Tria Fata.

Ancora oggi entrando nella torre XXXIX, si viene accolti da una scritta che percorre il perimetro delle mura: FRANCESCO RANDONE ET MARIE LOUISE FONTAINE PRINCIPIARONO A RADUNAR GENTE NELLA CRIPTA DI QUESTA GRANDE TORRE DOMENICA 20 LUGLIO MDCCCXCIV A ORE 11 E CONTINUARONO COI LORO FIGLI HYRIS HONORIA HORITIA HURANIA LUCILLA SATURNIA BELISARIO OGGI 6 AGOSTO MXMXXXII ANCORA LAVORANO PER LA GIOIA DI MOLTI BAMBINI E AMICI E ANCORA FINO AL COMPIMENTO DEL LORO DESTINO TERRESTRE.

Intorno alla grande fornace per cuocere la ceramica e alla scuola, inoltre, il Maestro delle Mura anima instancabile un cenacolo di artisti, amici e studiosi da lui denominato “Cenacolo muraiolo”. Tra i molti, avvicendati negli anni, si ricordano Giovanni Prini, Ettore Ximenes, Camillo Innocenti, Giovanni Battista Grassi, Alberto Gasco, Michele Biancale, Maria Montessori. In particolare il rapporto con Giacomo Balla, iniziato negli anni a cavallo tra i due secoli, è intenso e duraturo: insieme a Giovanni Prini, il pittore partecipa ad alcune commissioni d’esame della Scuola, e nel 1917 espone alle Mura una raccolta di sue opere.. E’ forse in quell’occasione che Filippo Tommaso Marinetti, lascia tra le pagine dei Memoriali delle Mura (i diari di Randone) un suo autografo contro il Passatismo. Anche Duilio Cambellotti in quegli anni si occupa di ceramica a Roma.

Dai primi anni del Novecento fino alla sua morte nel 1935, il Maestro delle Mura partecipa a numerose esposizioni in tutta l’Italia e vince numerosi premi. tra cui la medaglia di bronzo nel 1911 all’Esposizione Universale a Roma, a Castel Sant’Angelo con il plastico in terracotta della cinta muraria della città.

Nella sua vita Francesco Randone assiste impotente alla nascita, prima all’interno e poi all’esterno delle mura di interi nuovi quartieri che cancellano le grandi ville rinascimentali e le vestigia romane (il Sepolcreto Salario, per esempio, davanti alle sue mura), esigono tagli alle mura per i collegamenti stradali. Pensò allora, seguendo l’educazione paterna, di dare una interpretazione spirituale all’argomento, la stessa che egli predicava nella Scuola ed ebbe successo tra gli artisti. Il suo metodo è descritto nella sua rivista Cronache di Arte Educatrice (1923-1930): “Spiegheremo la nuova istoria delle Mura incominciata quando ancora eravamo ragazzini di pochi anni in lieta compagnia di nostro Padre. Cento magnifiche passeggiate romane insieme al nostro primo Maestro. Erano le nostre prime accurate ispezioni.” raccontare cioè la storia attraverso le persone che hanno avuto rapporti diretti con queste antichità; “Sapere e sentimento – ché molti per avere gli occhi più o meno bendati – non sanno leggere quanto su queste antiche cortine è scritto senza essere scritto!”

La storia continua nella pagina Figli e generi di Francesco Randone.

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