Storia del territorio. Dalle origini al Quattrocento

Nella storia del territorio del Municipio II, fino alla fine dell’Ottocento, questa parte a nord est della cinta muraria fa parte a tutti gli effetti della “campagna romana”.

In generale si può affermare che lo sviluppo urbanistico dell’area è stato influenzato dall’andamento altimetrico fortemente differenziato del suolo, dalle potenzialità commerciale dei due fiumi, un tempo navigabili, e dalle problematiche connesse con la piana alluvionale alla confluenza tra il Tevere e l’Aniene, caratterizzate da terreno argilloso e acquitrinoso e frequentemente interessato dalle inondazioni dei fiumi stessi (Nascita di Roma).

L’area in esame è sede di insediamenti umani fin dal Paleolitico inferiore (Storia del territorio municipale. La preistoria).

Un’importante via di commercio preromana è la via che segue la riva sinistra del Tevere, oggi corrispondente all’Ostiense fino al guado dell’isola Tiberina e poi alla Salaria Vetus che attraversava l’aniene nel guado vicino alla sua confluenza con il Tevere.

In età regia gli antichi villaggi intorno a Roma come Antemnae e Fidenae vengono integrati nell’Urbe.

In epoca repubblicana, i percorsi naturali preistorici diventano vie consolari romane, via Salaria, via Flaminia, via Nomentana e via Tiburtina, favorendo gli scambi commerciali con i centri dell’Impero. La terra intorno alla città è in mano a piccoli proprietari che fa.no capo alle antiche tribù romane. ….

In età Augustea inizia un processo di assorbimento dei poderi unifamiliari nel latifondo. La concentrazione delle terre, per lo più in mano alla nobiltà ed alla burocrazia imperiale, provoca il passaggio da un’agricoltura intensiva ad una estensiva, con conseguente degrado della terra e abbandono di vaste estensioni adibite a pascolo. Contemporaneamente si assiste ad una fioritura di ville suburbane, concepite anche come centri di produzione agricola grazie alla mano d’opera gratuita prestata dagli schiavi acquistati durante le grandi campagne militari.

Lungo i percorsi delle vie consolari si collocano i primi cimiteri catacombali, come le catacombe di Priscilla; vi sorgono innumerevoli sepolcri di nobili e facoltosi signori (il sepolcro di Elio Callistio, la tomba di Sulpicio Massimo, il monumento dei Lucilii). Dopo l’editto di Costantino (313 d.C.) le basiliche paleocristiane (le cosiddette basiliche costantiniane) sorgono su terreni imperiali nella cintura verde ai margini della città, evidenziandone il carattere semipubblico come mete di pellegrinaggio per i fedeli provenienti dai quartieri più popolati, ma caratterizzandone l’aspetto soprattutto suburbano e agricolo.

Tale aspetto il territorio lo conserva fino a tutto il Medioevo, nonostante l’esistenza di centri abitati intorno alle basiliche stesse e sulle alture principali dei Parioli e di Monte Antenne.

Nel passaggio dalla villa romana d’epoca imperiale alla corte medievale, da una economia di mercato ad una economia di sussistenza, il rapporto città-campagna si ribalta dallo sfruttamento della campagna in funzione della città ad una produzione agricola incentrata sull’azienda agraria e non collegata al mercato. La campagna romana rimane comunque teatro di lotte baronali.

Bibliografia essenziale: Tra il Tevere e l’Aniene. Il Girasole

Per approfondire: Nascita di Roma di Antonio Thiery,

Pagine correlate:  La preistoria,  Dalle origini al Quattrocento,  Dal Cinquecento al 1900,

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