Quartiere della Società Tiberina

A fine 1888 viale dei Parioli è ceduto al Comune di Roma dalla Banca Tiberina per 54.000 lire. In cambio alla costruzione del viale, il Comune da alla Banca Tiberina il diritto a costruire nei terreni che possedeva tra la via Salaria e la via Nomentana, il cosiddetto Quartiere della Società Tiberina.

Le lottizzazioni iniziano nel 1887 e si concentrano attorno alle due nuove grandi piazze quadrangolari che si trovavano lungo viale della Regina: piazza della Regina, odierna piazza Regina Margherita e piazza Principe di Napoli, oggi piazza Alessandria, ma la crisi edilizia, iniziata proprio in quell’anno, rallenta la costruzione degli edifici.

Storia di viale dei Parioli

In figura la pianta del Genio Militare del 1900 con il tracciato, in alto a sinistra, di viale dei Parioli che parte dalla Passeggiata dei Parioli (il cui tracciato correva sulle attuali viale Pilsudski, via della Fonte dell’Acqua Acetosa, via dei Campi Sportivi) e, a destra, si incrocia con la via Salaria dove prosegue con il nome di viale della Regina. Continue reading

Monte San Valentino

Monte San Valentino è l’antico nome di Monti Parioli, quell’altura dei Parioli tra Valle Giulia, piazza Euclide, viale Maresciallo Pilsudski e la piana alluvionale del Tevere dove corrono via Flaminia e viale Tiziano.

Il nome deriva dalle catacombe di San Valentino che lo perforavano profondamente.

Pagine correlate: Vicolo di San Valentino,

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Platani sul lungotevere

Tra le classiche immagini associate a Roma, sia nella mente dei Romani che dei turisti, ci sono i maestosi platani dei lungotevere, una realtà creata poco più di un secolo fa.

MAPPA della Zona Flaminio 1 (da Porta del Popolo a Belle Arti)   Continue reading

Protetto: Storia del bar pasticceria Il Cigno

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Parioli: origine del nome

Nel medio evo la zona degli attuali quartiere Pinciano e quartiere Parioli era detta “Pelaiolo” e successivamente “Imparaiolo”, ma diverse sono le ipotesi sull’origine del nome Parioli.

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Vigna o villa?

Alla metà del Cinquecento, tra le proprietà all’interno delle mura aureliane e negli immediati dintorni (par verificarlo è sufficiente andare alla pianta di Roma del Bufalini, del 1551) predomina la ” vigna” col suo “casino”.

A sentire il Montaigne, erano « giardini e luoghi di delizia d’una singolare amenità e dove [avevo] appreso come l’arte possa ben utilizzare ai propri fini un posto gibboso, mosso e ineguale, ché ne han saputo cavare bellezze inimitabili nelle nostre contrade pianeggianti, riuscendo a sfruttare industriosamente tali irregolarità ». Gli esempi che porta si riferiscono ovviamente alle ville più importanti del tempo: « fra le migliori sono quelle dei cardinali d’Este a Monte Cavallo; Farnese al Palatino; Ursino; Sforza; Medici; quella di papa Giulio; l’altra di Madama; i giardini dei Farnese e del cardinal Riario a Trastevere; del Cesio, fuori porta del Populo » (1581).

Il termine « vigna » continua essere adottato fino all’Ottocento: così vengono indicate nelle mappe catastali le proprietà costituite da abitazione signorile, giardini e da una parte agricola che spesso giungeva vicino l’edificio principale.

A Roma il termine “villa” è ripreso dal latino e compare in alcune fonti della seconda metà del Cinquecento insieme al preponderante termine “vigna” e solo riferito a grandiosi complessi, come la villa di Giulio III (Villa Giulia) che voleva appunto rivaleggiare con le ville antiche, poi per Villa Medici e Villa  Peretti Montalto. Nel Seicento il termine “villa” è più diffuso, ma ancora si usa per complessi particolari quali Villa Borghese, Villa Ludovisi, Villa Pamphili. Solo col Settecento il termine trova diffusione e corrispondenza all’uso odierno.

Tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Cinquecento, negli immediati dintorni della cerchia aureliana, si osserva un particolare tipo di costruzione, cintata o fortificata, spesso con torri e merlature, che però la destinazione permette di assorbire tra le ville. A volte furono utilizzate strutture precedenti, anche di castello o fortificazione vera e propria: di qui l’asimmetria e l’irregolarità che presentano.

 

Strade che hanno cambiato nome

In un interessante articolo sul sito www.rerumromanarum.com, si parla delle strade che hanno cambiato nome con la caduta prima del Fascismo e poi della monarchia in Italia. Qui di seguito, per comodità dei lettori interessati al territorio del Municipio II, è riportata la parte dell’articolo dedicata a questa zona di Roma nord.   Continue reading

Villa Ada. Progetti

Numerosi progetti sono stati fatti sulla Villa Ada Savoia. Tutti caratterizzati dall’essere più una minaccia alla villa che fonti di sviluppo. Continue reading

Storia di Palazzo Borromeo

La storia del palazzo inizia con Giovan Maria Del Monte, papa Giulio III, che acquista tutti i terreni qui intorno ed erige, nella stretta valle di fronte a noi, la sua splendida residenza: Villa Giulia. Tra le sue realizzazioni la via Julia Nova, attuale via di Villa Giulia, e la grande fontana all’angolo della Flaminia disegnata da Bartolomeo Ammannati. Alla sua morte, il papa lascia tutte queste vaste proprietà ai suoi parenti ma il suo successore papa Paolo IV Carafa confisca tutti i beni degli eredi Del Monte con la motivazione che la loro costruzione era stata finanziata con i denari della Camera Apostolica. Continue reading