Barocchetto romano

“Barocchetto” è un termine comunemente riferito all’edilizia residenziale pubblica realizzata a Roma negli anni dieci e venti del Novecento. Spesso, impropriamente, lo si classifica come un vero e proprio “stile”. In realtà, più che uno stile è un linguaggio che trae spunto dall’architettura romana del Seicento, dagli elementi architettonici che noi identifichiamo con il termine Barocco. Prendendo spunto però non tanto dall’architettura dei grandi palazzi o dalle chiese, quanto piuttosto dall’edilizia corrente, dalle case e casette che componevano e tuttora compongono il tessuto urbano di Roma, quello che costituisce il “carattere” della città storica.

In particolare è questo “carattere” che si vuole ricreare nelle nuove costruzioni che l’Istituto Case Popolari si avvia a realizzare nel primo Novecento  nell’immediata periferia della città, arricchendo i portoni, le finestre, i balconi, le logge, i cornicioni, gli angoli delle nuove, semplici ed economiche case da pigione a più piani con dettagli architettonici: cornici, bugnati, modanature, conchiglie. Ornamenti semplici che riprendono il tono popolare dell’edilizia romana seicentesca. Un esempio rappresentativo di questa edilizia è il complesso di case al Flaminio che si articola intorno a piazza Perin del Vaga.

Liberty e effimero a Roma

La vicenda Liberty a Roma è attraversata, e per certi versi enfatizzata, da un’importante occasione espositiva: la mostra internazionale del 1911, celebrativa del primo cinquantenario dell’unità nazionale. Un’occasione che oggi si classificherebbe nell’ambito dell’effimero, ma che in città lascia anche molte eredità non effimere. In realtà, nel quadri dell’esposizione il tono floreale non è affatto né egemone né prevalente: l’eclettismo storicistico pervaso da un pathos che qualcuno avrebbe poi definito «carducciano», che si ritiene il più appropriato all’occasione celebrativa, fa sicuramente la parte del leone, ma anche il gusto modernista riesce a ricavarsi uno spazio. Lo ha nella grafica delle affissioni (i manifesti dell’esposizione sono affidati a Duilio Cambellotti, Aleardo Terzi, Galileo Chini, Vittorio Grassi) ma pure, nelle architetture temporanee, in quelle permanenti e nelle stesse acquisizioni di opere d’arte effettuate in tale circostanza da istituzioni pubbliche. Continue reading

Liberty a Roma

Lo stile Liberty si presenta a Roma con manifestazioni più circoscritte e sopratutto stilisticamente meno definite, nonostante che il ruolo di capitale e il particolare fervore edilizio connesso a importanti circostanze celebrative, quali il cinquantenario dell’unità nazionale nel 1911, offrono spazi altrove inimmaginabili a nuovi edifici pubblici e di rappresentanza, rispetto ad altre grandi città della penisola. Continue reading