Giacomo Antonelli

Giacomo Antonelli, cardinale diacono, segretario di stato di papa Pio IX dal 1948 in poi, è stato l’ispiratore e l’interprete dell’attività politica del Vaticano, al punto tale che il Papa si ridusse a dedicarsi quasi esclusivamente ai problemi religiosi. Ha rappresentato la classica figura di un potere temporale esercitato con i metodi più contrari alla morale cattolica, in un ambiente corrotto legato strettamente alla conservazione e all’esercizio dei privilegi. Un reazionario anacronistico che, ferocemente contrario al movimento risorgimentale, arrivò ad asserire che se la Chiesa doveva finire era bene che lo facesse nell’abituale grandezza, senza concessioni.

Ha convinto Pio IX ad assumere le iniziative meno rispondenti al suo ministero, facendogli revocare l’abbozzo di Costituzione, varata appena insediatosi e richiamare il piccolo corpo di spedizione inviato ai confini degli stati pontifici ( in aiuto del Piemonte? ). Ha commesso l’errore di programmare la fuga di Pio IX da Roma con destinazione Gaeta, presso Ferdinando di Borbone, per proteggerne l’incolumità insieme alla sua, rifiutandosi poi di ricevere i delegati della Repubblica romana in cerca di una mediazione. All’elezione in Roma dell’Assemblea costituente, dopo aver fatto scomunicare i candidati e i votanti, richiese l’intervento armato delle 4 potenze garanti degli Stati pontifici, Austria, Francia, Spagna e Regno delle due Sicilie ( “contro quella serie di tristi che con scellerataggine si abbandonano al più vieto dispotismo”), brigando perché fosse messo in atto dai francesi che fecero sbarcare 7.000 zuavi marocchini nel porto di Civitavecchia, nell’aprile 1849.

Non si è mai adoperato in alcun modo per evitare o far cessare il massacro di tanti giovani italiani accorsi da ogni parte, consentendo altresì che i francesi bombardassero Roma, uccidendo e distruggendo opere d’arte. Dopo la resa della città ai francesi ha provveduto come prima iniziativa a far processare e condannare alla decapitazione i due presunti responsabili dell’uccisione di Pellegrino Rossi primo ministro di Pio IX e ad onorare gli zuavi morti con un monumento in S.Luigi dei francesi. Si è subito adoperato per una restaurazione reazionaria in un assolutismo anacronistico, malgrado le tiepide sollecitazioni degli eredi della rivoluzione francese. Ha rinviato il rientro a Roma del Pontefice, alienandogli il consenso popolare già vacillante, dopo circa un anno dall’occupazione francese, che su sua richiesta si sarebbe protratta molto a lungo. Una volta rientrato a Roma ha continuato a spadroneggiare rendendosi responsabile del massacro di Perugia del 1859 ( 2.000 uccisi dalle truppe papaline per una rivolta della città umbra) e della condanna a morte di due rivoltosi romani. Come ultimo atto di potere indusse Pio IX a convocare un Concilio ecumenico per sancire il dogma dell’infallibilità del Papa ( a diciotto secoli e mezza dalla fondazione della Chiesa! ) e a non aprire le porte ai piemontesi facendo scorrere altro sangue.

Mal visto, addirittura odiato dalla Curia, è sempre riuscito a destreggiarsi furbescamente ( paragonato a Mazzarino, non certo a Richelieu ) conservando i favori di Pio IX, malgrado l’empietà della sua vita privata, oggetto anche di pubblico ludibrio. Figlio di un ciociaro mezzo brigante, addirittura condannato a morte e poi graziato, che malgrado tutto era riuscito ad accumulare una notevole fortuna e nipote di Gasparone, si è sempre distinto per un nepotismo sfacciato e la crescita esponenziale del suo patrimonio. Faceva vita mondana, aveva avuto una figlia che poi l’avrebbe chiamato in causa per ereditare l’ingente ammontare dei suoi traffici, palazzi, un latifondo, molto denaro e una raccolta ragguardevole di pietre preziose. Malgrado questo, non ha lasciato niente ai poveri. Questo era il personaggio che ha attraversato la storia del nostro Risorgimento e cui dobbiamo il ritardo di decenni nel compimento dell’unità d’Italia con Roma capitale. Aveva realizzato che questa, una volta completata, avrebbe significato la fine degli Stati pontifici. Ome diacono non aveva mai detto messa ma di sacerdotale aveva soltanto l’abito.

Non si può non sottolineare il comportamento discutibile del Papa nell’accordargli le sue preferenze e subire il fascino di un tale personaggio di cui comunqe si presume condividesse tutte le scelte. Pio IX non aveva brillato neanche nelle iniziative religiose, con due dogmi imposti anche se molto discussi e la redazione del “Sillabo”, un lungo e stucchevole elenco di proibizioni.

Carlo De Bac

Istituto Statale per Sordi

L’Istituto Statale per Sordi sorge in via Nomentana 54 in un grande edificio realizzato nel 1889.

MAPPA della Zona Nomentano 1 (lungo via Nomentana)

L’istituto è stata la prima scuola pubblica per sordi in Italia, fondata nel 1784 da Padre Tommaso Silvestri per assistere le persone sorde e insegnare il linguaggio LIS (Lingua Italiana dei Segni).

Ospita la scuola Magarotto (materna, elementare e media) e altre organizzazioni.

Per approfondire: http://www.issr.it/CHI-SIAMO.html, Wikipedia,

Trattoria Mangani

Sul lato destro di via Nomentana, dopo l’attuale zona militare (già Batteria Nomentana) si trovava una grande trattoria, citata nel 1870 da Ugo Pesci, giornalista al seguito delle truppe dirette alla presa di Roma: la Trattoria Mangani.

MAPPA della zona Nomentano 5 (da via Rodolfo Lanciani alla Batteria Nomentana)    Continue reading

Osteria La Baracca

Su via Nomentana, in corrispondenza di Villa Mirafiori, c’è stata i dal Settecento e forse anche prima un’osteria, La Baracca.

MAPPA della Zona Nomentano 1 (lungo via Nomentana)   Continue reading

Dove fu sparato il primo colpo

Se osservate una foto aerea dei grandi isolati a sinistra di via Nomentana tra Porta Pia e viale Regina Margherita, ne notate uno solo con il grande cortile pieno di verde. E’ l’isolato con ingresso in via Nomentana 133 e via Alessandria 130.

MAPPA della Zona Salario 1 (da corso d’Italia a via Savoia)   Continue reading

Villa Leopardi Diuttajuti

Il Casino su via Nomentana … era il nucleo di Villa Leopardi Diuttajuti il cui giardino anteriore è scomparso per l’allargamento di via Nomentana e quello posteriore è oggi un parco pubblico: Villa Leopardi.

MAPPA della Zona Trieste 5 (quartiere Africano)   Continue reading

Quartiere della Società Tiberina

A fine 1888 viale dei Parioli è ceduto al Comune di Roma dalla Banca Tiberina per 54.000 lire. In cambio alla costruzione del viale, il Comune da alla Banca Tiberina il diritto a costruire nei terreni che possedeva tra la via Salaria e la via Nomentana, il cosiddetto Quartiere della Società Tiberina.

Le lottizzazioni iniziano nel 1887 e si concentrano attorno alle due nuove grandi piazze quadrangolari che si trovavano lungo viale della Regina: piazza della Regina, odierna piazza Regina Margherita e piazza Principe di Napoli, oggi piazza Alessandria, ma la crisi edilizia, iniziata proprio in quell’anno, rallenta la costruzione degli edifici.

Ernesto Emanuele Oblieght

Ernesto Emanuele Oblieght (Budapest 1838 – Roma 1900) è stato un imprenditore e finanziere ungherese attivo a Roma dal 1870. La sua residenza è Villa Oblieght, sulla sinistra dì via Flaminia a circa 2 km da Porta del Popolo, nell’area di Villa Massani, dove oggi sorge Villa Flaminia. Continue reading

Collezione Castellani

La Collezione Castellani costituisce uno dei più importanti nuclei antiquari del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Continue reading

Torre Gotica

A Villa Ada Savoia, accanto alla Palazzina Reale, si trova la Torre Gotica, in stile neo-medioevale decorata con bifore e beccatelli, che tanto contribuisce a creare un’atmosfera di rovina e nostalgico passato.

MAPPA della Zona Parioli 2 (Villa Ada e Monte Antenne)    Continue reading