Barocchetto romano

“Barocchetto” è un termine comunemente riferito all’edilizia residenziale pubblica realizzata a Roma negli anni dieci e venti del Novecento. Spesso, impropriamente, lo si classifica come un vero e proprio “stile”. In realtà, più che uno stile è un linguaggio che trae spunto dall’architettura romana del Seicento, dagli elementi architettonici che noi identifichiamo con il termine Barocco. Prendendo spunto però non tanto dall’architettura dei grandi palazzi o dalle chiese, quanto piuttosto dall’edilizia corrente, dalle case e casette che componevano e tuttora compongono il tessuto urbano di Roma, quello che costituisce il “carattere” della città storica.

In particolare è questo “carattere” che si vuole ricreare nelle nuove costruzioni che l’Istituto Case Popolari si avvia a realizzare nel primo Novecento  nell’immediata periferia della città, arricchendo i portoni, le finestre, i balconi, le logge, i cornicioni, gli angoli delle nuove, semplici ed economiche case da pigione a più piani con dettagli architettonici: cornici, bugnati, modanature, conchiglie. Ornamenti semplici che riprendono il tono popolare dell’edilizia romana seicentesca. Un esempio rappresentativo di questa edilizia è il complesso di case al Flaminio che si articola intorno a piazza Perin del Vaga.

Vigna o villa?

Alla metà del Cinquecento, tra le proprietà all’interno delle mura aureliane e negli immediati dintorni (par verificarlo è sufficiente andare alla pianta di Roma del Bufalini, del 1551) predomina la ” vigna” col suo “casino”.

A sentire il Montaigne, erano « giardini e luoghi di delizia d’una singolare amenità e dove [avevo] appreso come l’arte possa ben utilizzare ai propri fini un posto gibboso, mosso e ineguale, ché ne han saputo cavare bellezze inimitabili nelle nostre contrade pianeggianti, riuscendo a sfruttare industriosamente tali irregolarità ». Gli esempi che porta si riferiscono ovviamente alle ville più importanti del tempo: « fra le migliori sono quelle dei cardinali d’Este a Monte Cavallo; Farnese al Palatino; Ursino; Sforza; Medici; quella di papa Giulio; l’altra di Madama; i giardini dei Farnese e del cardinal Riario a Trastevere; del Cesio, fuori porta del Populo » (1581).

Il termine « vigna » continua essere adottato fino all’Ottocento: così vengono indicate nelle mappe catastali le proprietà costituite da abitazione signorile, giardini e da una parte agricola che spesso giungeva vicino l’edificio principale.

A Roma il termine “villa” è ripreso dal latino e compare in alcune fonti della seconda metà del Cinquecento insieme al preponderante termine “vigna” e solo riferito a grandiosi complessi, come la villa di Giulio III (Villa Giulia) che voleva appunto rivaleggiare con le ville antiche, poi per Villa Medici e Villa  Peretti Montalto. Nel Seicento il termine “villa” è più diffuso, ma ancora si usa per complessi particolari quali Villa Borghese, Villa Ludovisi, Villa Pamphili. Solo col Settecento il termine trova diffusione e corrispondenza all’uso odierno.

Tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Cinquecento, negli immediati dintorni della cerchia aureliana, si osserva un particolare tipo di costruzione, cintata o fortificata, spesso con torri e merlature, che però la destinazione permette di assorbire tra le ville. A volte furono utilizzate strutture precedenti, anche di castello o fortificazione vera e propria: di qui l’asimmetria e l’irregolarità che presentano.

 

Liberty a Roma

Lo stile Liberty si presenta a Roma con manifestazioni più circoscritte e sopratutto stilisticamente meno definite, nonostante che il ruolo di capitale e il particolare fervore edilizio connesso a importanti circostanze celebrative, quali il cinquantenario dell’unità nazionale nel 1911, offrono spazi altrove inimmaginabili a nuovi edifici pubblici e di rappresentanza, rispetto ad altre grandi città della penisola. Continue reading

Rioni di Roma

In rete: https://it.wikipedia.org/wiki/Rioni_di_Roma#I_Rioni_dopo_l’unit%C3%A0_d’Italia

Breve storia del tram a Roma

 La rete tranviaria urbana di Roma è oggi formata da sei linee, per una lunghezza complessiva di circa 31 km, residua di una rete molto più vasta in passato.

Si parte con gli omnibus a cavalli a Roma nel 1845: la prima linea fu aperta, su autorizzazione di papa Gregorio XVI, tra piazza Venezia e San Paolo fuori le mura. Continue reading

Una nuova edilizia residenziale: la palazzina

La tipologia edilizia che oggi caratterizza la maggior parte dei quartieri romani “fuori porta” è quello della “palazzina”. Ma questo risultato non è casuale. E’ il risultato di una serie di interessi spesso non nobili ma anche di un lungo dibattito che ha animato l’ambiente culturale italiano, e romano in particolare, sullo “stile” che doveva caratterizzare i nuovi edifici della nuova grande capitale europea. Continue reading

Roma dal VIII al XV secolo

Agli inizi dell’VIII secolo l’Italia era divisa tra Longobardi e Bizantini e Roma, con il ducato Romano, faceva sempre parte dell’Impero che continuava a governare l’Italia tramite l’Esarca di Ravenna. Continue reading

Pietre d’inciampo

Le Pietre d’inciampo sono dei particolari sanpietrini, messi quali segni tangibili delle deportazioni compiute dai nazisti negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. Continue reading

Piano Regolatore del 1931

Questa pagina delinea il Piano Regolatore di Roma del 1931. Continue reading

Piano del 1909, di P.O. Rossi

Questo testo sul Piano Regolatore del 1909 è stato tratto dal libro Roma Guida all’Architettura moderna di P.O. Rossi. Continue reading