Targa in via Adalberto

In via Adalberto, tra piazza Bologna e la via Tiburtina, c’è una lapide in memoria dei caduti della zona durante la Seconda Guerra Mondiale. Fa dunque parte di una categoria piuttosto usuale di targhe, ma ha una particolarità: parla di Rione Sant’Ippolito, un rione che non esiste.

MAPPA della zona Nomentano 4 (piazza Bologna)   

Rione Sant’Ippolito è il nome che si sono dati gli abitanti del complesso realizzato dall’Istituto Case Popolari e tecnicamente denominato Tiburtino II,  spesso denominato, dal nome delle strade, Quartiere delle Crociate.

Il Rione di Sant’Ippolito, o  Quartiere delle Crociate, dal punto di vista toponomastico non è un rione e fa parte del Quartiere Nomentano. E’ un’area che nasce da un intervento dell’Istituto Case Popolari  denominato Tiburtino II che alla fine degli anni Venti da casa a numerose famiglie che abitavano in baracca a San Lorenzo e in altre periferie romane, che ha sempre avuto come punto di riferimento la parrocchia di Sant’Ippolito in via delle Province.

La sua forte identità deriva dalla profonda differenza di censo tra la popolazione di quest’area e quelle del resto del quartiere nato intorno a piazza Bologna, negli anni Trenta. Differenza che risulta evidente dall’analisi dei registi scolastici della scuola elementare Enrico Corradini (oggi Fratelli Bandiera) che frequentavano sia i bambini delle Case Popolari che quelli di palazzi e palazzine sorti intorno alla piazza.

Probabilmente è questo il motivo per cui gli abitanti di questa zona hanno voluto nel loro territorio, una targa dedicata ai propri caduti e quindi si sono dovuti inventare un “nome collettivo” che non esisteva (ne è esistito successivamente) nella toponomastica romana: il Rione Sant’Ippolito. Ed proprio questa è la sensazione che questa lapide ,sbiadita e danneggiata dal tempo, dà: non una commemorazione ufficiale ma una semplice memoria fortemente voluta da parenti, vicini di casa, ex compagni di scuola dei caduti.

I nomi dei caduti ricordati, nella lapide piuttosto, sono:

BASSANELLI CESARE, CARSETTI GASTONE, AMATUCCI RENATO, AIELLI GIGI, BERNARDINI PAOLO, BURRAI FRANCESCO, COLANDREA ERNESTO, DE ANGELIS VITTORIO, DE SIMONI PIETRO, DORIA ANTONIO, FAVERI ANTONIO, MARCHETTI ARMANDO, MATERA LORENZO, SPERANZA ELIO, SILVESTRI ALVARO, SPACCA EMILIO, LEVERI EGIDIO, VIOLANTE ILAMO, PATUZZO MARIANO, SAVINO DI LORENZO,AMATUCCI ALESSANDRA, ARDEZZE BERARDO, CAIATUSI GIUSEPPE, DARIO MARIO, DE FAZIO MICHELE, DIODORI ALVARO, ERMANNI MARIA, FATTORI FERNANDO, FOGLIA ANGELO, GROSSI ALBERTO, GETULI RAFFAELE, GORELLI OFELIA, GORELLI ANNUNZIATA, MAGNI GIACOMO, MANCINI ARGENTINA, MATURILLI PIETRO, MATURILLI MEMMO, PANTO MARISA, ROSSI ULDERICO, BENEDETTI VITTORIO, BENIGNO EUGENIO, BENIGNO ALBERTO, BENIGNO EUGENIO, BENIGNO GIULIA, BENIGNO LETIZIA, CASADEI PALMIRA, DE ANGELIS LUIGI, FAMIGLIA DI CONSIGLIO, FIORI MARIA, MIELI GRAZIA, MIELI ENRICA, MIELI CESARE, NICOLUCCI MARCELLA, RUFINI PIETRO, TERRACINA AIDA, TERRACINA ALBERTO, TERRACINA PELLEGRINO

I numerosi nomi femminili presenti nella lista ci fanno capire che qui sono ricordati non solo caduti in guerra ma anche civili periti sotto i bombardamenti alleati e un nome collettivo, la Famiglia Di Consiglio,  ci apre le porte di quella barbarie che è stata la Shoah e, ancora prima le leggi razziali italiane.

Fonte https://www.rerumromanarum.com/2014/05/targa-ai-caduti-del-rione-santippolito.html

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