Mistero della decapitata del lago

Dal 10 luglio 1955 un mistero avvolge via Poggio Catino 23. Durante quella domenica di oltre sessant’anni fa, nella boscaglia sulle rive del lago Albano, viene ritrovato il corpo di una donna, martoriato da tredici coltellate. È nuda e decapitata. E le hanno asportato l’utero e le ovaie.

MAPPA della Zona Trieste 4 (piazza Vescovio)  

Le autorità riescono a risalire alla sua identità solo grazie all’orologio che porta al polso, di cui erano stati venduti solo 150 esemplari. A rintracciare il nome della proprietaria è un orologiaio di piazza di Sant’Emerenziana: si tratta di Antonietta Longo, una siciliana trapiantata a Roma, che lavora come domestica. Poco dopo, emergono dettagli inquietanti. Due mesi prima della sua morte, “Ninetta” aveva ritirato tutti i suoi risparmi, chiesto le ferie, e preso un biglietto per tornare a casa, in Sicilia. Il 5 luglio, cinque giorni prima del ritrovamento del suo cadavere, aveva imbucato una lettera per la sua famiglia. Nelle ultime righe aveva scritto: «Fra poche ore sarò sua». Il gestore di una trattoria, inoltre, ricorda di aver noleggiato un’imbarcazione a una coppia proprio quel giorno. La barchetta non è mai tornata al pontile, e il mistero della “decapitata del lago” resta tuttora irrisolto.

 

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