Via Flaminia. Da piazza della Marina a Belle Arti

Superata piazza della Marina, i due marciapiedi di Via Flaminia sono separati dalla corsia riservata al tram. Percorriamo quello sinistro.

MAPPA FLAMINIO 1 della Zona Flaminio 1 (da Porta del Popolo a Belle Arti

A destra sorge l’elegante Casina Vagnuzzi, sede dell’Accademia Filarmonica Romana. A sinistra troviamo una serie di palazzi costruiti intorno al 1920. Al civico .. un’antica pizzeria, il Buchetto, dove la pizza è ottima. Più avanti il palazzo in via Flaminia 125.

Dall’altra parte di via Flaminia c’è un piccolo edificio con due lapidi sulla facciata e, sulla parete nord, un tipico finestrone di uno studio d’artista. E’ un edificio di servizio di Villa Poniatowski, oggi utilizzato come swde dall’Ordine del Notariato di Roma, noto come Studio Fortuny perché lì abitò e lavorò il pittore spagnolo Mariano Fortuny. Dopo lo Studio Fortuny, si apre una suggestiva stradina che porta ad un ingresso posteriore di Villa Poniatowski. In fondo alla strada, a inizio secolo, Pierino Maraga crea una fabbrica di carrozze poi diventata la Carrozzeria Maraga.

A sinistra inizia via Antonio Gravina che collega via Flaminia al lungotevere delle Navi. Come abbiamo già visto, tutta questa area, sia a destra che a sinistra della via Flaminia, ebbe per cinquantenni a cavallo del 1900 una destinazione prettamente industriale. Qui, tra la via Flaminia e lungotevere delle Navi, sorgeva il Gazometro di Roma. Tracce evidenti di tale destinazione industriale dell’area sono l’edificio Telecom in via Gravina che ospita una centrale di commutazione, la centrale di trasformazione elettrica ACEA in via Pessina e il terreno pieno di erbacce tra via Gravina e via Cardinal De Luca di proprietà dell’ATAC. Anche in questa area, durante i lavori per la costruzione del Gazometro e di altri edifici, vennero alla luce una serie di sepolcri romani.

Siamo in una zona che potremo definire il “quartiere dei notai”. Lo studio Fortuny appena passato è oggi la sede della Scuola dell’Ordine del Notariato; dopo un moderno muro di cemento (che nasconde un parcheggio riservato ai notai) e una fontana costituita da una vasca romana ed un mascherone, si apre un varco verso tre palazzine costruite da cooperative di Notai con in fondo il Circolo Sportivo Belle Arti. Dall’altra parte della strada, all’inizio di via Antonio Gravina sulla destra, vediamo una modernissima costruzione, con rivestimento in laterizio e copertura in acciaio, vetro e panelli fotovoltaici, progettata dall’arch. Valerio Bocchini e terminata nel 2010, sede della società di informatica dell’Ordine del Notariato. Al civico 13 sorge l’edificio che è stato la sede storica dell’ACEA, anch’esso oggi di proprietà della Cassa del Notariato. Di fronte, il grande Palazzo del Notariato in mattoni e peperino della Cassa del Notariato progettato, come le tre palazzine in secondo piano, dall’arch. Foschini.

Il palazzo termina all’incrocio con Via di Villa Giulia. La strada è piccolina ma ben due fontane ci indicano che da questa parte c’è qualcosa di importante. In effetti si tratta di una strada antica, rettificata nei primi duecento metri da Giulio III Del Monte per arrivare alla sua splendida dimora di campagna, successivamente chimata: Villa Giulia. La stradina si chiamava Vicolo dell’Arco Oscuro e da qui portava all’Acqua Acetosa. Arrivato alla parete di tufo a sinistra di villa Giulia si infilava in una buia cavità detta appunto l’Arco Oscuro (ancora esistente seppur trasformata in cappella).

La fontana monumentale è la più antica. E’ detta Fontana dell’Acqua Vergine, per via del fatto che la fontana è alimenta con l’acqua dell’antico acquedotto dell’Acqua Vergine, e fu costruita da papa Giulio III per rendere monumentale l’accesso alla sua villa prima che, alle sue spalle fosse costruito da papa Pio IV il palazzetto che oggi ospita l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede: il Casino di Pio IV appunto. Pressochè coeva è la Fontana delle Conche, dirimpetto, realizzata con lo scopo di offrire acqua fresca ai passanti.

L’edificio ha il piano terra senza finestre, come gli altri edifici prima a testimanianza del fatto che l’acqua del Tevere nei momenti di piena correva sulla Flaminia verso Porta del Popolo, detta appunto Porta Flumentana. Di fronte, sull’angolo con viale delle Belle Arti, si trova un imponente edificio neo-barocco costruito dall’ing. Giulio Gra.

Continua ad esplorare Via Flaminia da Belle Arti a piazza Manila.

Torna a Via Flaminia

I commenti sono chiusi