Da via dei Settanta a via Guido Reni

Questa pagina racconta brevemente la storia della zona di via Guido Reni tra la fine dell’Ottocento e i primi del Duemila.

MAPPA FLAMINIO 3 della Zona Flaminio 3 (da via Guido Reni a Ponte Milvio)

1877 – L’industriale di origine ungherese, Ernesto Emanuele Oblieght, imprenditore nel campo delle costruzioni ferro-tranviarie, ottiene dal Comune di Roma la concessione per la costruzione di una linea ferroviaria a cavalli (l’omnibus) lungo la via Flaminia, da Piazza del Popolo a Ponte Milvio; il deposito delle vetture e le scuderie sono collocati sulla sinistra dì via Flaminia a circa 2 km da Piazza del Popolo, nell’area di Villa Massani (oggi Villa Flaminia).

1906 – La Società Automobili Roma fa domanda al Comune di Roma per la costruzione di uno stabilimento per la fabbricazione e montaggio di automobili da erigersi sulla via Flaminia, confinante con Villa Massani. I fabbricati sulla villa Flaminia sono destinati a uffici e alloggi, mentre quelli interni su via dei Settanta (oggi via Guìdo Renì) ad uso officine, magazzini e deposito. L’anno successivo, sul medesimo lato della strada, la Società per l’Acciaio comincia la costruzione di uno stabilimento per la fabbricazione della lega.

1911 – La strada è progettata nel Piano Regolatore del 1909 e realizzata dalla Banca Commerciale di Torino nel 1911 con il nome di viale dei Settanta, approssimativamente sul tracciato di un antico sentiero, il vicolo dei Casale, che da via Flaminia arrivava alla tenuta e al casale dei Marchesi Casali.

1916 – L’amministrazione militare converte i fabbricati della Società Automobili Roma e della Società per l’Acciaio in stabilimento per la produzione di munizioni e armi, in seguito denominato Regia Fabbrica d’Armi. Per adeguarlo alle necessità belliche del momento, lo stabilimento è ristrutturato e ampliato con nuovi edifici e inglobando un manufatto che insisteva nell’area di Villa Massani. Al fine di portare alla massima potenzialità la Fabbrica d’armi, l’amministrazione militare amplia il complesso anche sul lato nord di via dei Settanta; questa, secondo una convenzione tra il Comune di Roma, il Ministero per le Armi e Munizioni e la Banca Commerciale, è chiusa al traffico cittadino costituendo in questo modo un unica area industriale.

1919 – La Reale Fabbrica di Armi diventa un importante stabilimento industriale di servizio delle Forze Armate. In questa data, il vasto presidio militare è completamente edificato nella forma che sostanzialmente conserverà fino a tutto il Novecento.

1920 Nel primo dopoguerra, l’Officina Militare è incaricata di riordinare, riparare ed ammodernare il materiale proveniente dal fronte di guerra. Via Guido Reni è riaperta ed entra a far parte integrante del sistema del tridente del Flaminio, di cui da allora costituisce l’asse principale.

1950 L’impianto muta la denominazione da Fabbrica d’Armi a Stabilimento Militare Materiali Elettronici di Precisione. Lo Stabilimento Militare Materiali Elettronici di Precisione, rimane in uso fino al primi anni ’90. Durante tutta la sua attività i rumori delle macchine e delle persone che vivevano e lavoravano in questo luogo animano il quartiere.

Bibliografia essenziale (Le pubblicazioni riguardanti l’attività dello Stabilimento Militare Materiali Elettronici di Precisione sono esigue, le principali informazioni sono relative allo sviluppo urbanistico dell’area):

  • D. Cialoni, La Reale Fabbrica di Armi e il Poligono di Tiro.
  • Dalle armi alle arti. Trasformazioni e nuove funzioni urbane nel quartiere Flamini& a cura di A. Vittorini, Ministero BBCC, Direzione Generale per l’Architettura e l’arte contemporanee, Roma, 2004

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