Vicolo dell’Arco Oscuro

Il vicolo dell’Arco Oscuro era un viottolo che partiva da via Flaminia, dove c’è la Fontana dell’Acqua Vergine e dopo essere salito e disceso sul Monte San Valentino arrivava giù all’Acqua Acetosa. Il vicolo era il percorso da fare per raggiungere da Porta del Popolo le vigne su colle di san Valentino, l’odierna zona di Monti Parioli.

MAPPA della Zona Pinciano 5 (da Villa Taverna a Villa Giulia)
MAPPA della Zona Pinciano 6 (Monti Parioli)
MAPPA della Zona Pinciano 4 (da piazza Pitagora a piazza Euclide)
MAPPA della Zona Parioli 4 (Acqua Acetosa)  

Il vicolo dell’Arco Oscuro partiva da via Flaminia dove c’è la Fontana dell’Acqua Vergine e, sul tracciato dell’attuale via di Villa Giulia, raggiungeva il grande piazzale davanti alla villa. In questo primo tratto, realizzato dagli architetti di papa Giulio III e chiamato via Giulia Nova, il viottolo lasciava a sinistra il Palazzo Borromeo costruito successivamente  la Vigna Bassa, con dietro la fontana, e a destra la vigna di Balduino, successivamente Villa Cesi e Villa Poniatowski.

DA FARE

Nel piazzale di fronte a Villa Giulia a destra della via c’era il portale che ancora sta lì e che inizialmente era l’accesso alla vigna di Balduino, a sinistra un altro grande portale vignolesco che oggi si può vedere in piazza di Santa Sabina sull’Aventino.

Arrivato sotto la parete di tufo, il vicolo si infilava in un tunnel chiamato l’Arco Oscuro realizzato dagli architetti di villa Giulia per collegare Villa Poggi, oggi Villa Balestra, e la Vigna Alta di papa Giulio, sul Monte San Valentino.

le che terminava pochi metri più avanti in una valletta oggi completamente interrata dove la via proseguiva rettilinea, approssimativamente sul percorso dell’attuale viale Bruno Buozzi che sale verso piazzale Don Giovanni Minzoni. A sinistra, appena dopo l’Arco Oscuro, partiva un diverticolo verso le proprietà sul versante occidentale del colle (nel Cinquecento,).

Arrivato sulla sommità del colle (approssimativamente dove oggi è piazza Don Giovanni Minzoni) il vicolo voltava a sinistra e seguiva un percorso circolare intorno alle vigne che, a fine Ottocento, costituirono Villa Dufour, ricongiungendosi, davanti a Villa Balestra, con il diverticolo di cui abbiamo parlato.

Questo tratto ad U del vicolo, allargata e rettificata interno al 1920, diventa via dei Monti Parioli, da piazza Don Giovanni Minzoni, in alto, a viale Bruno Buozzi, in basso.
In corrispondenza dell’attuale piazza Giovanni Don Minzoni, un diverticolo a destra, sul tracciato delle attuali Via Giuseppe de Notaris e via Giuseppe Mangili, portava al vicolo delle Tre Madonne, l’odierna via Ulisse Aldrovandi. Un secondo diverticolo del vicolo dell’Arco Oscuro scendeva al vicolo della Rondinella, lungo il percorso dell’attuale via di San Valentino. Un terzo diverticolo era la parte superiore dell’attuale via Francesco Antonacci che riscendeva nella Vigna Bassa di villa Giulia.

All’angolo con il diverticolo verso vicolo delle tre Madonne, c’era, un’osteria campestre, la trattoria del Forte Adigrat.

Lungo vicolo dell’Arco Oscuro, partendo dall’odierno piazzale Don Minzoni, fino ad un secolo fa avremmo trovato:

  • il casale detto Casa del Maresciallo
  • Villa Balestra
  • il casale Horto Asperula
  • vigna Capponi

Vicolo dell’Arco oscuro, 1895

1895 2005 Via dell'Arco Oscuro

Nei dintorni puoi vedere: Ambascia di Bulgheria, Ambasciata di Danimarca, Ambasciata della Serbia, Arco Oscuro, Cappella del Sacro Cuore, Casa del Maresciallo, Casina del Curato, Catacombe di San Valentino, Horto Asperula, Largo Belgrado, Madonna della Divina Provvidenza, Monte S.Valentino, Via Buozzi, via Cavalier d’Arpino, via Francesco Jacovacci, Via dei Monti Parioli, Viale Maresciallo dei Pilsudski, Via di San .Valentino, Vicolo dell’Arco Oscuro, Villa Balestra, Villa Centurini, Villa Dufour, Villa Elia, Villa Maraviglia, Villa Nuova Officina, villa Scrivano,

s’infilava nell’Arco Oscuro, un tunnel nella parete di tufo, e portava alle vigne sull’altura oggi denominata Monti Parioli. Il vicolo dell’Arco Oscuro era un antico sentiero che correva tra i muri di cinta di vigne e ville del Monte di San Valentino in cui i nobili romani andavano a trascorrere la stagione estiva lontano dal caldo di Roma e dalle zanzare del Tevere.

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