Vicolo delle Tre Madonne

Il vicolo delle Tre Madonne correva lungo il muro di cinta di villa Borghese e di altre ville adiacenti (villa Taverna, per esempio).

MAPPA PINCIANO 5 della Zona Pinciano 5 (da Villa Taverna a Villa Giulia),  MAPPA PINCIANO 2 della Zona Pinciano 2 (Villa Borghese e il Pincio)

Il nome deriva da un’antica Madonnella di campagna, forse situata in corrispondenza dell’attuale largo largo Asioli alla confluenza di via de Cavalieri con via Paisiello, caratterizzata da tre immagini della Madonna sui diversi lati della torretta votiva.

Il vicolo partiva dalla strada del Muro Torto a metà dell’attuale via del Muro Torto, dove una volta terminava Villa Borghese. Su questo vicolo si affacciava il Portale delle Aquile, opera dell’Asprucci, che oggi si può vedere a piazzale Brasile dove è stato spostato con l’ampliamento della villa voluto dal principe Camillo nel 1820. Dopo aver costeggiato l’antico confine della villa, lungo il muro dell’attuale Giardino del Lago, si ricollegava al percorso dell’attuale via Aldrovandi, dove quest’ultimo si congiunge con viale delle Belle Arti. Questo primo tratto del vicolo delle Tre Madonne è scomparso con l’estensione di villa Borghese fino a Porta del Popolo.

Il vicolo, che dovete immaginare come uno stradello di campagna costeggiato dagli alti muri delle proprietà nobiliari, proseguiva sull’attuale via Aldrovandi e poi dritto verso l’attuale piazza Pitagora, nell’unico tratto che ha mantenuto il nome originario (via delle Tre Madonne). A sinistra sorge Villa dei Tre Orologi, l’attuale Villa Delfino.

A Piazza Pitagora, alla confluenza con il vicolo dell’Imperiolo (l’attuale via Bertoloni), vicolo delle Tre Madonne svoltava bruscamente a destra, costeggiando il Collegio Germanico Ungarico (l’attuale villa Taverna), e ricalcando l’antica via Salaria Antica sul percorso via Bertoloni – via Paesiello, oggi asse del quartiere Sebastiani, o dei Musicisti, largo Spinelli, costeggiava il Casino di Villa Grotta Pallotta e accostava a destra, costeggiando villa Borghese sull’attuale via Pinciana verso l’omonima porta, sul tracciato della via Salaria Antica.

Lungo il vicolo delle Tre Madonne, Vigna Modetti, nell’ottocento conosciuta come villa Binini, oggi è una residenza privata non visitabile con accesso da via Aldrovandi ma ubicata all’interno, tra la Galleria d’Arte Moderna e via Mangili, la vigna Raimondi e la vigna dei Padri Carmelitani Scalzi di S. Maria della Vittoria, che occupava l’area tra il vicolo delle Tre Madonne e villa Borghese su cui si sviluppò, ai primi del ‘900, l’espansione a ville unifamiliari del quartiere Sebastiani (attuali vie Pergolesi, via Raimondi, via Mercadante).

Diversi bracci si staccavano da questa via:

  • una traversa che collegava vicolo delle Tre Madonne con vicolo dell’Arco Oscuro, su un percorso approssimativamente corrispondente alle attuali via Mangili e via De Notaris, piazza Don Minzoni. Su questo braccio troviamo i Casali del Collegio Greco, sul sito dell’attuale Hotel Lord Byron, e, di fronte ad esso, la casa con corte e pozzo per uso della vigna dei Conti Ginnasi e vigna Modetti, alle spalle della Galleria d’Arte Moderna;
    un’altra traversa costeggiava la villa dei Tre Orologi, oggi Villa Delfino, lungo l’asse di via di villa Sacchetti, via Cirillo, via Taramelli, arrivando al casino dei marchesi Bonadies (non più esistente) caratterizzato da un ampio ed originale giardino rotondo.
  • il vicolo di S.Filippo che si distaccava all’altezza di via de Cavaleri. Al bivio, tra le due strade era una torretta con tre immagini della Madonna che hanno dato origine al nome della strada;
    vicolo di Grotta Pallotta, verso la via Salaria.

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