Storia di Villa Ada

Villa Ada Savoia, come molte altre grandi ville di Roma, presenta un complesso sistema di stratificazioni e integrazioni di interventi architettonici e paesaggistici a partire dalla seconda metà del Settecento fino ai giorni nostri e comprende numerosi edifici di varia natura ed epoca e sistemazioni del parco che rivelano riferimenti a tipologie e gusti vari e diversificati.

Nonostante tutto però, si può affermare che il territorio di Villa Ada ha subito nei secoli interventi antropici modesti, conservando le caratteristiche di 10.000 anni fa, e può essere considerato un patrimonio storico-naturalistico molto rilevante per la città di Roma

Nel territorio dove oggi sorge Villa Ada sorgeva Antemnae, una città più antica di Roma, e qui passava l’antichissima strada del sale (la via Salaria Vetus).

Il sottosuolo della villa è perforato da antiche cave romane utilizzate dai primi cristiani come catacombe: l’area di Villa Ada poggia letteralmente su una moltitudine di gallerie che si intersecano per molti chilometri su due livelli. Un lucernario delle Catacombe dei Giordani trova nel cortile della Palazzina Reale, inoltre, l’antico ingresso delle Catacombe di Priscilla si trova sul Monte delle Gioie, una altura al limite settentrionale della parte della villa su via Salaria. (Villa Ada dalla preistoria a metà Settecento)

La villa nasce nel Seicento come sede del Collegio Irlandese, in un territorio lungo via Salaria, ricco di siti archeologici e di catacombe. La proprietà è acquistata dal principe Pallavicini che nel 1783, che realizza un casino nobile (il Casino Pallavicini) e, seguendo il gusto del giardino all’inglese da poco importato a Roma, crea un giardino con i schemi formali e geometrici del tradizionale giardino all’italiana intorno a piccole costruzioni. Il tutto immerso in un luogo dove la natura sembrava spontanea. (Villa Ada da metà Settecento e Villa Ada al 1869)

Passata alla metà del Ottocento ai principi Potenziani, nobile famiglia romana di origine sabina, la villa è acquistata nel 1872 da Vittorio Emanuele II di Savoia che, attratto da quella vasta tenuta che forse gli ricordava il natio Piemonte, ne fa la sua tenuta di caccia e verrebbe farne la residenza privata della casa reale. Per adeguare la villa alle esigenze di una casa regnante, è realizzata la Palazzina reale, e altri edifici, sono acquistati alcuni terreni limitrofi (90 ettari) e sistemato il parco circostante. Alla morte di Vittorio Emanuele nel 1878, Umberto I, che trova la residenza troppo “campestre”, va ad abitare al Quirinale e la villa è svenduta per sole 513.000 lire al conte Telfner che la chiama con il nome della moglie, Ada. Qualcuno mormora che questa frettolosa vendita avesse a che fare con un presunto e mai provato coinvolgimento del re nello scandalo della Banca Romana in cui Telfner era coinvolto. (Villa Ada dal 1870 al 1899)

Alla morte di Re Umberto per mano di un anarchico a Monza nel 1900, il “re giovane”, Vittorio Emanuele III, spinto dalla bella sposa Elena di Montenegro vuole tornare ad abitare nella villa del nonno. Rientrata nelle proprietà dei Savoia nel 1904, la villa è vincolata a parco privato con il piano regolatore del 1931 ed è residenza ufficiale dei Savoia fino al 1946, anno della caduta della monarchia in cui il re e i suoi congiunti sono costretti a lasciare l’Italia. Celebre è l’episodio dell’arresto di Benito Mussolini, avvenuto nella villa il 25 luglio 1943, deciso dal maresciallo Badoglio. (Villa Ada dal 1900 al 1945)

Successivamente la villa passa allo Stato Italiano solo in parte a causa del fatto che pochi giorni prima che entrasse in vigore la costituzione Italiana che requisiva, a favore dello stato repubblicano i beni del re, Vittorio Emanuele II muore senza testamento lasciando quindi alle figlie quattro quinti delle sue proprietà. Nel 1957 c’è stata una divisione consensuale tra il demanio statale e gli stessi Savoia e una prima parte della villa (circa 60 ettari) è aperta al pubblico. Quando gli eredi Savoia cedono la loro parte a privati nascono timori di edificazione e il Comune avvia lunghe e complesse procedure che portano all’esproprio e apertura di ulteriori 80 ettari della villa nel 1996. Restano in mano agli eredi delle figlie molti degli edifici della villa, come Villa Polissena, il Casino Pallavicini e la Palazzina Reale, che i Savoia, ancora in trono, avevano dato in concessione al governo egiziano in segno di riconoscenza per ospitalità ricevuta in Egitto dopo la fuga del 1943. La Palazzina è oggi di proprietà dell’Egitto e ne ospita l’Ambasciata (Villa Ada dal 1946 a oggi).

Per approfondire:

Villa Ada dal 1870 al 1899

Con questa pagina continua la Storia di Villa Ada Savoia. Dopo il 20 settembre 1870 e l'avvio delle attività del governo a Roma l'anno dopo (2 luglio 1871), anche Vittorio Emanuele e la sua corte si trasferiscono nella nuova capitale dei regno al Quirinale e il re decide di far costruire per se e per...

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Villa Ada dal 1900 al 1945

Con questa pagina continua la Storia di Villa Ada Savoia.    Continue reading →

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Villa Ada dal 1946 a oggi

Con questa pagina termina la Storia di Villa Ada Savoia. In questo arco temporale avviene la transizione della Villa Savoia, oggi denominata Villa Ada, da residenza reale e parco pubblico aperto alla cittadinanza romana. Un passaggio estremamente lungo e "combattuto" le cui tracce son ancora davanti a noi che passeggiamo nella villa. Continue reading →

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Villa Ada dalla preistoria a metà Settecento

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Villa Ada da metà Settecento al 1869

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