Parco della Rimembranza

Villa Glori era un terreno agricolo trasformato dopo la grande guerra in un parco per per onorare i caduti: il Parco della Rimembranza.

MAPPA PARIOLI 5 della Zona Parioli 5 (Villaggio Olimpico e Villa Glori)

Il Parco della Rimembranza fu realizzato dopo la prima guerra mondiale per creare una zona verde nel nuovo quartiere Parioli e per onorare i caduti della guerra appena conclusa. Il luogo infatto era già sacro alla Patria per essere stato teatro dell’impresa dei Fratelli Cairoli nel 1867. Con il parco fu realizzato il monumento ai caduti del quartiere Parioli-Piciano (inizialmente era un solo quartiere) su piazzale del Parco della Rimembranza.

Ogni alberello aveva appeso al troco una targhetta di coccio con il nome di un caduto in guerra. Il divertimento dei primi giovani frequentatori del parco fu di centrare le targhette con la fionda e oggi nessuna traccia rimane di questo tributo della patria ai propri caduti..

Il parco fu realizzato su progetto di Raffaele de Vico nel biennio 1923-1924.

Il piano regolatore Sanjust del 1909 aveva incluso l’area di Villa Glori estesa circa ventotto ettari in un ampio settore triangolare compreso tra via Flaminia, le mura Aureliane e via Salaria destinato a villini. Ai piedi del colle, tra via Flaminia e il Tevere, era previsto un vasto «parco sportivo popolare», che il piano del 1931 abolirà con una destinazione d’uso e a edifici pubblici industriali; a est, viale Parioli. Le varianti dettero a questa zona nord di Roma l’aspetto che fu poi definitivamente fatto proprio dal piano regolatore del 1931.

Il progetto di Raffaele de Vico non tenne conto dell’ampio viale curvo che nella planimetria del piano del 1909 raggiungeva la colonna commemorativa posta in vetta alla collina; rispettò invece ìl tracciato rettilineo esistente (viale dei Settanta) che raggiungeva la villa in direzione nord-sud, decorandone l’accesso con un portale rustico. A questo viale ne fu aggiunto un altro, in asse con viale Pietro de Coubertin, che, intersecando il primo in corrispondenza della colonna, conduceva, dopo la successione dì due esedre, al piazzale-belvedere su via Flaminia.

Il nuovo ingresso principale verso viale dei Parioli era seguito da un altro percorso, che arrampicandosi lungo l’erta, iniziava un sistema di tracciati irregolari che percorrevano perimetralmente la sommità del monte.

La massa arborea principale è costituita da due pinete piantate a quinconce: una sulla vetta, tra i viali, e l’altra sul versante sud-nord-est lungo viale Parioli; fanno eccezione it bosco a nord-ovest, che e costituito da un’associazione libera di Fraxinus ornus, Carpinus betulus, Aesculum Hippocastanum, Quercus robur e Celtis australis, e il versante a sud-ovest, piantato ad ulivi (Olea europea). Quasi tutti i percorsi sono fiancheggiati da filari di Quercus ilex, eccetto il viale dei Settanta, decorato da Cupressus sempervirens, alternati da cespugli di Nerium oleander, che sono disposti anche su tutte le altre scarpate.

Testo parzialmente tratto da un saggio di M. De Vico Fallani che ringraziamo.

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