Villa Lubin

   Villa Lubin è dentro Villa Borghese, in via di Villa Lubin 2 in cima a via di Villa Ruffo. E’ attualmente sede del CNEL.

MAPPA PINCIANO 2 della Zona Pinciano 2 (Villa Borghese e il Pincio)

Entrando a Villa Borghese dai propilei di piazzale Flaminio si nota sulla sinistra, sulla sommità di un piccolo poggio, un edificio che non risale ai Borghese e, nello stesso tempo, non è nemmeno una villa a se stante come Villa Ruffo o Villa Strohl Fern che sorgono lì vicino. E’ Villa Lubin.

La villa nasce come sede dell’Istituto Internazionale di Agricoltura, una sorta di FAO ante litteram, un organismo nato ad inizio Novecento dalla volontà di un ricco signore americano: David Lubin. Iniziata nel 1906 ed inaugurata nel 1908 tra accese proteste (vedi Polemiche per la costruzione di Villa Lubin).

A fianco ad essa, su via di villa Ruffo fu costruita la stamperia dell’istituto, nel 1934 trasformata nella Biblioteca di Villa Lubin. La palazzina della biblioteca è stata completamente ristrutturata ed ammodernata nel 1981.

Intorno all’edificio e alla Biblioteca cisono diverse fontane (vedi Fontane di Villa Lubin). Per esigenze legate ai censimenti agricoli, inoltre, l’Istituto occupa anche la vicina Casina Giustiniani.

Villa Lubin è di proprietà dello Stato Italiano dal dopoguerra, quando l’Istituto Internazionale di Agricoltura confluì nella neonata FAO. Dal 1952 al 1960 ha ospitato l’Istituto per l’Oriente e il Centro Italo-Arabo. Dal 1958, dopo un completo restauro, l’edificio è sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL).

Villa Lubin è composta da un corpo centrale rivestito di travertino nella zona inferiore e nei pilastri terminali, fiancheggiato da ali leggermente arretrate con zoccolatura e pilastri d’angolo pure in travertino.

La parte centrale, più ricca di ornati, è caratterizzata da un portico a tre fornici sorretti da colonne binate di pietra di Serravezza colorata, motivo questo ripreso dalle logge aperte ai. primo piano delle due facciate laterali ad alleggerire la massa muraria. Un cornicione ornato di stucchi, divide il piano terreno e l’ammezzato dal piano nobile. L’edificio è poi coronato da un cornicione e terrazza a balaustra nel corpo centrale, da soffitte aperte sul cornicione stesso e coperture a tetto nelle ali laterali (vedi Villa Lubin. Architettura e Villa Lubin. Interni).

Sul prospetto principale si legge: VICTOR EMANVEL III REX ITALIAE ANNO MCMVIII. Nel portico d’ingresso: NATIONIBUS VNIVERSIS STVDIVM ET OPERAM CONFERENTIBVS RES AGRARIA FELICITER INTER POPULOS AVGESCAT (Per tutte le Nazioni che le dedicano studio e lavoro l’agricoltura si sviluppi con felice esito tra i popoli).

Sulla loggia verso levante, è incisa questa frase: PACES CERES LAETA EST (Cerere si rallegra per la pace) dai Fasti di Ovidio libro IV/407. Su quella verso ponente, è incisa questa frase virgiliana: NON MODO ARS SED ETIAM SCIENTIA (Non solo è arte ma anche scienza – sottinteso il soggetto: lavoro agricolo . oppure Non solo l’arte ma anche la scienza – sottinteso il verbo: va coltivata).

Nei dintorni: Casina Giustiniani, Ferrovia Roma Nord, piazzale Flaminio, Porta del Popolo, Villa Strohl Fern, Villa Ruffo

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