Villa Madama

Villa Madama sorge in via di Villa Madama nel Municipio I (quartiere Delle Vittorie).

Villa Madama è una delle ville suburbane costruite nel Cinquecento a Roma sul modello delle ville romane, per essere luoghi di delizie in cui trascorrere ore di riposo e svago.Fu ideata con l’intenzione di rivaleggiare con le ville dell’antichità, come quella di Plinio il Giovane, e con le ville contemporanee come quella Chigi alla Lungara, oggi chiamata Farnesina.

I lavori per la sua costruzione cominciano nel 1518, sotto papa Leone X (Giovanni di Lorenzo de’ Medici), per volere del cugino cardinale Giulio de’ Medici.Raffaello Sanzio è incaricato di eseguire il progetto e Antonio da Sangallo il Giovane (aiuto di Raffaello nel cantiere di San Pietro) di occuparsi dell’esecuzione dei lavori. I lavori subiscono un rallentamento per la prematura morte di Raffaello avvenuta nel 1520 all’età di 37 anni e riprendono nel 1524, dopo l’elezione di Giulio che diventa il secondo papa della famiglia Medici col nome di Clemente VII (1523). Nei lavori è impegnato un formidabile gruppo di artisti. Oltre ad Antonio da Sangallo, sono presenti in cantiere Giulio Romano, erede della bottega di Raffaello, che si dedica alle decorazioni insieme a Baldassarre Peruzzi e Giovan Francesco Penni. Giovanni da Udine si occupa degli stucchi e Baccio Bandinelli delle sculture.

La realizzazione definitiva del progetto, tuttavia, è compromessa dalle vicissitudini che visse lo stato Pontificio sotto il papato di Clemente VII. Nel 1527, infatti, avviene il sacco di Roma ad opera dei Lanzichenecchi di Carlo V, con la complicità della famiglia Colonna, e il conseguente accordo tra il papa e l’imperatore toglie qualsiasi priorità alla realizzazione dell’ambizioso progetto di Raffaello. Durante questo tragico episodio della storia romana la villa è saccheggiata e data alle fiamme. Il Vasari racconta che il papa pianse vedendola bruciare dal suo rifugio di Castel Sant’Angelo. In effetti, il progetto originario era maestoso e complesso e coinvolgeva un’ampia estensione di terreno che sarebbe dovuto degradare con una successione di terrazzi, prospettive rinascimentali e giardini all’italiana fino alle rive del Tevere. Per la realizzazione delle strutture contraffortate è anche chiesta la collaborazione di Antonio da Sangallo il Vecchio, noto per le sue capacità tecniche nelle fortificazioni. Dopo la morte di Clemente VII, la villa rimane proprietà della famiglia Medici. Appartiene, infatti, prima al cardinale Ippolito de’ Medici, e poi ad Alessandro de’ Medici, duca di Firenze, che sposa Margherita d’Austria, figlia naturale dell’imperatore Carlo V.

La “Madama” non è altri che Margherita d’Austria, la stessa che da il nome a Palazzo Madama a Roma, attuale sede del Senato della Repubblica e alla cittadina di Castel Madama, presso Tivoli. Alla morte di Alessandro, Margherita sposa Ottavio Farnese, duca di Parma e Piacenza e nipote di papa Paolo III. Alla morte di Margherita la villa passa agli eredi della famiglia Farnese, duchi di Parma e Piacenza, avviandosi a un lento e progressivo abbandono. Estinta la famiglia Farnese, la villa continua il suo decadimento passando in eredità al re di Napoli Carlo di Borbone, che la lascia degradare a proprietà agricola, appannaggio della corona, e spogliare di ogni decorazione artistica.

Nel corso dell’Ottocento e i primi del Novecento la villa è adibita a fienile, magazzino agricolo, alloggio di truppe e va in rovina. Nel 1913 è acquistata da Maurice Bergès, un ingegnere di Tolosa innamorato di Roma, che incarica del restauro Marcello Piacentini. Nel 1925 è acquistata dalla ereditiera americana Dorothy Caldwell-Taylor, contessa di Fasso che, in tre anni, completa il progetto di restauro. All’intervento di Piacentini è dovuta la costruzione del secondo piano che la famiglia Fasso vuole il più possibile in armonia con il progetto originario. Su disegno del padre, Pio Piacentini, ispirato probabilmente dai lavori di Bramante a San Pietro e di Antonio da Sangallo il Giovane a Caprarola, Piacentini realizza la scala elicoidale in travertino in stile rinascimentale che conduce al piano nobile. Il conte Carlo Dentice di Frasso e la moglie Dorothy Cadwell Taylor l’arredano sontuosamente e chiude le arcate della loggia con ampie vetrate al fine di proteggere le decorazioni delle volte dalle intemperie. Ospite della contessa è anche il giovane attore Gary Cooper.

Alla sua morte Dorothy dona a villa a Benito Mussolini, Capo del Governo italiano del tempo, il quale nel 1941 la devolve allo Stato. Attrezzata per i ricevimenti ufficiali, fino agli anni ’60 del XX secolo custodiva servizi di porcellane finissime e bicchieri di vetro prezioso, tutto con l’emblema ufficiale dello Stato. Nel secondo dopoguerra, dopo breve disponibilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che vi svolge alcune riunioni, almeno fino al Governo Scelba, è presa in carico al non lontano Ministero degli Esteri, che tuttora la cura e detiene. Nel 2004 l’arredatore italiano Giorgio Pes è stato incaricato dal Ministero degli Esteri di effettuare interventi di decorazione e arredo dell’interno e in parte degli esterni. Il Ministero degli Esteri utilizza Villa Madama come sede di rappresentanza per ospitare ricevimenti diplomatici, conferenze, convegni o altre attività istituzionali.

Nei dintorni: Villa Mellini, Villa Mazzanti, Foro Italico, Casa della Scherma, Ponte della Musica,

Mappa ???, Municipio I (quartiere Delle Vittorie)

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