Villa Riccio

Villa Riccio è un complesso edilizio nell’isolato tra lungotevere Flaminio, via Donatello, viale del Vignola e via Raffaele Stern, un esempio di architettura economica che, grazie all’intuito dei progettisti, alla posizione e alla cura degli abitanti, è diventato oggi un posto chic e costoso.

MAPPA FLAMINIO 2 della Zona Flaminio 2 (da Belle Arti a via Guido Reni)

Su lungotevere Flaminio, tra largo Antonio Sarti e via Raffaele Stern, di fronte al Circolo Ufficiali Marina Militare, c’è una sequenza di palazzine inframmezzate da alberi. Nello stesso isolato sul lato verso viale del Vignola, di fronte a Villa Flaminia, c’è una serie di palazzi un poco più grandi ma dipinti negli stessi colori. All’estremo sud dello stesso isolato, inoltre, all’angolo tra lungotevere Flaminio e largo Antonio Sarti, c’è una casetta con una gentile statua bianca della Madonna sempre adorna di fiori, a testimonianza dell’amore dagli abitanti delle case intorno.

Se entrate all’interno dell’isolato (i cancelli pedonali sembrano chiusi ma basta spingere per entrare) trovate edifici più bassi immersi in un piccolo parco caratterizzato da verde e quiete. E’ la Cooperativa Villa Riccio, un enclave costituita da abitazioni di dimensioni medio-piccole, realizzate per il ceto medio impiegatizio dell’epoca ma che oggi, in molti casi, hanno cambiato proprietari e oggi sono molto richieste dal mercato in virtù della piacevolezza del vivere proposta dal tipo insediativo.

Il complesso realizzato nel 1919 su progetto di E. Negri insieme ad altri tecnici incaricati dal Ministro dell’Economia e delle Ferrovie pro tempore, ing. Vincenzo Riccio.per una cooperativa di postelegrafonici. E proprio da Vincenzo Riccio che questa cooperativa aveva fortemente voluto da quando era un semplice dirigente del Ministero delle Poste (allora le Telecomunicazioni non erano ancora state inventate) la cooperative prende il nome.

Essa rappresenta uno dei prototipi di complessi abitativi romani basati sul giardino ma, a differenza di quanto sarebbe stato fatto due anni più tardi con l’insediamento della Garbatella in cui il giardino si compone di spazi privati di competenza di singole abitazioni e spazi pubblici aperti a tutti, Villa Riccio è progettata come spazio chiuso. protetto con cancellate e recinzioni, in cui il giardino è una spazio interno e continuo tra edifici, a disposizione dei suoi abitanti dove si ha la sensazione che la vita scorra serena e sicura. Villa Riccio, inoltre, è un esempio illuminato di concezione di un condominio come un insieme di componenti reciprocamente utili. Nel complesso per esempio sono presenti (nei palazzi oggi separati dal resto del complesso da via Donatello che, tracciata successivamente, lo ha tagliato in due parti) una sala riunioni e negozi di proprietà conune che, con i proventi dell’affitto, contribuiscono ad azzerare i costi condominiali.

Nel tempo la buona gestione è continuata e, grazie a tali vantaggi, i suoi abitanti hanno resistito alle pressioni di costruttori romani che verso il 1960 proponevano di buttare giù tutto e ricostruire con criteri moderni. Un esempio di tale prassi, non riuscita a Villa Riccio, sono i pessimi palazzi moderni, costruiti su viale del Vignola nelle adiacenze della Piccola Londra, che in quegli anni sostituirono delle vecchie costruzioni preesistenti.

La cooperativa rappresenta in sintesi un tentativo di realizzare un modo ideale di abitare, specchio di un’epoca passata, lontana dalle dinamiche frenetiche della nascente città moderna.

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