Villa Strohl Fern

Villa Strohl Fern è una grande villa è di proprietà dello stato francese, sede del Liceo Chateaubriand adiacente a Villa Borghese, che si estende sui colli che si affacciano su via Flaminia. Ingressi della villa sono in via di Villa Ruffo e in viale Madama Letizia a Villa Borghese.

MAPPA della Zona Flaminio 1 (da Porta del Popolo a Belle Arti)

La villa nasce nel 1879 dal frazionamento di Villa Sinibaldi (precedentemente Villa Cesi), situata tra Villa Giulia e Villa Viustiniani (oggi Villa Borghese) e viene ampliata con l’acquisto di una parte del giardino di villa Poniatowski. L’ingresso è in via di villa Ruffo che sale da piazzale Flaminio sul tracciato dell’antico vicolo dell’Agnello. Altri accessi della villa sono un cancello su viale Madama Letizia a villa Borghese e un grande portale sulla piazza di Villa Giulia tra Villa Giulia e Villa Poniatowski (vedi Villa Strohl Fern. Versante di Villa Giulia). Il parco della villa è di poco meno di 8 ettari.

L’acquirente è il nobile francese Alfred Strohl, artista e mecenate, che viene dall’Alsazia e a Roma cerca pace e, nel suo volontario esilio, aggiunge al suo nome Fern, in tedesco “lontano”.

Strohl costruisce la sua villa in uno stile medioevale, sfruttando un precedente casale semidiroccato per i bombardamenti francesi del 1849, risistema il giardino in stile inglese, lo anima con giochi d’acqua e ninfei di pietra lavorati a rustico, trasformando in stile neo-medioevale gli edifici esistenti e realizzando un laghetto nella parte prospiciente Villa Giulia. Adiacente alla dimora realizza un suggestivo bosco artificiale costituito da alberi in cemento di cui sopravvivono pochi brandelli e fa realizzare nella proprietà numerose piccole costruzioni per ospitare abitazioni e studi di artisti.

Scopo del filantropo alsaziano era quello di creare una sorta di comunità ideale in cui artisti provenienti da tutto il mondo potessero vivere e lavorare liberamente, pagando un modestissimo affitto. Fin dal 1882 iniziarono a giungere i primi “affittuari” e nell’arco di ottant’anni, negli atelier della villa si sono alternati pittori, scultori, poeti, scrittori e fotografi, italiani e stranieri, appartenenti a diverse correnti artistiche.

Ma i rapporti tra lo Strohl e l’Italia non sono facili. Lui non sopporta la burocrazia né fa alcuno sforzo per crearsi amicizie o simpatie nella classe dirigente romana, che considera quanto meno strano questo misantropo sempre chiuso nella sua villa. L’atteggiamento del Comune di Roma nei sui confronti emerge quando c’è da dare un nuovo nome alla stradina che sale da Porta del Popolo, l’antico vicolo dell’Agnello, e la Commissione Toponomastica decide di chiamarla via di Villa Ruffo dal nome della villa del principe della Scaletta, appena costruita su una superficie peraltro molto più piccola di quella dell’alsaziano.

Strohl Fern muore nel 1927 lasciando in eredità la sua villa allo stato francese ma legandola all’accoglienza di artisti. Anche dopo la morte del proprietario, grazie alla sua disposizione testamentaria, a cavallo tra le due guerre, la villa ospita numerosi artisti, contribuendo così a quella concentrazione di pittori ed altri artisti a Roma che diede luogo, nei primi anni del novecento, alla cosiddetta Scuola Romana. La villa diviene ambasciata francese presso la Santa Sede poi, allo scoppio del secondo conflitto mondiale è requisita dallo stato italiano ed il parco della villa aperto al pubblico. La proprietà torna allo stato francese dopo l’armistizio. Oggi i transalpini non considerano più valida la disposizione testamentaria di Alfred Strohl Fern e, dopo aver trasformato gli studi di artisti in aule scolastiche, la utilizzano come sede del liceo Chateaubriand, distruggendo così l’atmosfera romantica della villa. Anche il laghetto sul versante di Villa Giulia è interrato. Per esempio, l’anonimo edificio rosso perfettamente visibile in alto da piazza della Marina su via Flaminia che ospita aule e spazi funzionali alla scuola è stato costruito demolendo gli studi di artisti realizzati dallo Strohl Fern a schiera.

L’opera meritoria di Alfred Strohl è certamente legata all’ospitalità fornita a prezzi modesti e, in alcuni casi, senza compenso alcuno. Per questo scopo fa costruire nel parco studi, con grandi finestroni sul lato nord, e piccoli alloggi per ospitare artisti. Scopo del filantropo era di creare una sorta di comunità ideale in persone provenienti da tutto il mondo potessero vivere e lavorare liberamente, senza oneri ne costrizioni. Fin dal 1882 iniziarono a giungere i primi “affittuari” e nell’arco di ottant’anni, negli atelier della villa si sono alternati pittori, scultori, poeti, scrittori e fotografi, italiani e stranieri, appartenenti a diverse correnti artistiche.

Tra i molti artisti ospiti della villa da fine Ottocento a metà Novecento ricordiamo lo scultore Francesco Coccia, Vincenzo Gemito, lo scultore Emil Fuchs che vi convive con Barbara Leoni grande amore di Gabriele D’Annunzio, Arturo Martini, Carlo Socrate, Gisberto Ceracchini, Attilio Selva, Alfredo Biagini, lo scrittore Carlo Levi, Amedeo Bocchi, Renato Brozzi, Aleardo Terzi, Nicola D’Antino, Cipriano Efisio Oppo, Virgilio Guidi, Francesco Trombadori. A conferma della propensione di Strohl verso tutte le arti, tra gli ospiti ci sono anche Paul Morand, Matilde Serao che vi ambienta il romanzo “La mano tagliata”, lo scrittore Bruno Barilli e i fratelli Bragaglia con il loro primo studio fotografico. La Villa ospita anche le ballerine Jeanne, Leonie e Lily Braun, che nel 1922, ispirandosi alle pitture vascolari e a bassorilievi classici, curarono la coreografia della prima messa in scena delle Baccanti con l’innovativa scenografia di Duilio Cambellotti. A testimonianza di quel che era un tempo la Villa, oggi resta lo studio n. 12 del pittore Francesco Trombadori, situato al centro del grande parco, unico conservato integro.

Per approfondire: Villa Strohl Fern. Approfondimento, Villa Strohl Fern. Versante di Villa Giulia, Vicolo verso Villa Strohl Fern di Giovanni Omiccioli, web.tiscali.it/strohlfern/95-96/95-96.htm, www.lycee-chateaubriand.eu

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